Il Giardino Giusti e il Labirinto della Masone, due luoghi da riscoprire per lasciarsi alle spalle il lockdown

19 maggio 2020

Giardino Giusti, photo Riccardo Gasperoni

Il 18 maggio ha segnato la riapertura di gran parte degli spazi espositivi del Paese. Una data che avevamo atteso a lungo e che testimonia un importante avanzamento verso la tanto sperata normalità. Dopo avervi presentato alcune tra le mostre più significative pronte ad accogliere nuovamente i visitatori, ci soffermiamo oggi su altri due luoghi simbolo della nostra cultura: spazi in cui natura e bellezza si coniugano, offrendo itinerari all’insegna della libertà e del benessere fisico e mentale.

Primo fra questi è il Giardino Giusti di Verona, luogo storico della regione veneta che ha riaperto ieri i suoi cancelli dopo l’emergenza della pandemia. Realizzato originariamente nel Trecento, e ricostruito dal conte Agostino Giusti in epoca rinascimentale, il giardino è riconosciuto come uno dei parchi più eleganti e rigogliosi dello Stivale, grazie alla ricca varietà di fiori e piante che lo caratterizzano. Il fermento della natura in corso proprio in queste settimane primaverili, i giochi d’acqua delle fontane e i profumi che si diffondono nell’aria fanno di questo luogo una meta ideale da cui ripartire per ritrovare la leggerezza e la sicurezza dimenticate durante i mesi di lockdown.

DAL GIARDINO AL LABIRINTO

Visitata da Goethe, Mozart e da tutti i più grandi intellettuali tra Seicento e Ottocento, questa oasi verde a pochi passi dal centro di Verona si arricchisce inoltre delle sale – recentemente restaurate – dell’Appartamento 900, anch’esse aperte al pubblico nel rispetto delle norme sanitarie obbligatorie. Un’atmosfera dal forte valore estetico e spirituale, dunque, non troppo dissimile dalle incantevoli ambientazioni del Labirinto della Masone, altro splendido parco culturale italiano situato nel comune di Fontanellato, in provincia di Parma.

Istituito da Franco Maria Ricci nel 2015, il labirinto è considerato il più grande del mondo, con oltre 200mila piante di bambù sistemate tutt’intorno al palazzo centrale (ricco di circa cinquecento opere tra dipinti, sculture e oggetti d’arte appartenenti al suo creatore). Riaperto ufficialmente al pubblico, il percorso del labirinto si presenta con nuovi tragitti esplicativi e allestimenti temporanei pronti a ricevere i visitatori, trasportandoli in una dimensione sognante e senza tempo. Un luogo nel quale lasciarsi alle spalle lo stress e le insicurezze della quarantena, e riscoprire il contatto con la natura.

[Immagine in apertura: Giardino Giusti, photo Riccardo Gasperoni]