Tutta (ma proprio tutta) la storia del tatuaggio giapponese in un nuovo volume

30 maggio 2020

Il tatuaggio giapponese Significati, forme e motivi L'ippocampo

Lo sappiamo bene: la storia del tatuaggio parte da molto lontano e ha toccato, durante il suo percorso, straordinarie evoluzioni. In esso cultura popolare, tradizione giapponese, espressione artistica e mistero si incontrano, andando ben oltre la sola apparenza estetica. Un nuovo volume portato in libreria da L’Ippocampo prova a tracciare la lunga e tortuosa parabola di quest’arte, giunta a noi dal Paese del Sol Levante e diventata oggi moda irresistibile anche per chi, attratto dall’aspetto decorativo di questo fenomeno, ne ignora le origini e la profondissima cultura.

LA STORIA DEL TATUAGGIO GIAPPONESE

Suddiviso in tre sezioni, il libro – dal titolo Il tatuaggio giapponese. Significati, forme e motivi (nell’immagine in apertura, un dettaglio della copertina) – si apre con una breve ma densissima ricognizione sulla genesi del tattoo, a partire dalla pratica degli irezumi – i marchi punitivi con cui venivano segnati a vita prigionieri e criminali – e degli irebokuro – segni romantici realizzati sulla pelle da geisha e prostitute per simboleggiare devozione verso i propri clienti. Un percorso che intreccia malavita, tabù e provocazione e che si lega, non ultimo, alla temutissima yokuza, la criminalità giapponese che ha fatto del tatuaggio un vero e proprio simbolo identitario.

Ma un buon libro sulla storia di questa disciplina non può essere tale senza una degna selezione di immagini. Ecco allora le parti conclusive del volume, nelle quali l’autore – Yori Moriarty – si sofferma sugli straordinari motivi disegnati con più frequenza dai maestri di questa disciplina: animali, creature mitologiche, fiori e divinità ricche di segreti e significati sofisticati più di quanto non si creda. Una carrellata di tavole da studiare, ammirare e (perché no?!) da tenere in considerazione per il prossimo appuntamento dal vostro tatuatore di fiducia.