Arte all’aria aperta: 6 parchi da visitare dopo il lockdown

25 maggio 2020

Arte Sella - Edoardo Tresoldi, Simbiosi - Photo Giacomo Bianchi - Copyright Arte Sella

Non solo i musei e le mostre tornano ad accogliere i visitatori, dal nord al sud dell’Italia. Con l’allentamento delle misure restrittive, adottate in conseguenza della pandemia, sono di nuovo accessibili anche ville, giardini storici e parchi artistici. Questi ultimi, in particolare, sono stati spesso concepiti proprio per favorire l’attivazione di un rapporto simbiotico tra la natura e i linguaggi artistici anche contemporanei. Presenti in molte regioni e diversi l’uno dall’altro, i sei parchi artistici segnalati di seguito possono essere riscoperti nel rispetto delle nuove modalità di accesso, distinte caso per caso.

GIARDINO SONORO – PINUCCIO SCIOLA 

Si fa tappa in Sardegna, più precisamente a San Sperate, in provincia di Cagliari, per visitare il Giardino Sonoro, il suggestivo museo a cielo aperto progettato e realizzato dallo sculture sardo Pinuccio Sciola a partire dagli anni Sessanta. Scomparso nel 2016, l’artista scelse di dare vita nel proprio paese natale a un luogo unico nel suo genere, tornato accessibile da qualche giorno con nuove linee giuda, tra cui la prenotazione obbligatoria. Immerso nel verde, è il sito in cui emozionarsi ponendosi in ascolto di un elemento naturale considerato immobile e silenzioso: la pietra.

PARCO DI PINOCCHIO

Situato a Collodi (Pescia), in provincia di Pistoia, è molto più di un luogo destinato all’infanzia. Oltrepassando l’ingresso, riaperto dal 22 maggio, si accede infatti a un percorso artistico in cui ciascuna tappa, direttamente associata a un episodio o a un personaggio della celebre opera letteraria, si traduce nell’espressione del linguaggio di un grande autore del Novecento. Rivivendo le avventure del burattino diventato bambino, si incontrano così il Pinocchio e la Fata di Emilio Greco, la Piazzetta dei Mosaici di Venturino Venturi e altri monumentali o piccoli interventi firmati, tra gli altri, da Pietro Consagra, Pietro Porcinai e Marco Zanuso. E non manca neppure l’Osteria del Gambero Rosso, progettata nel 1962 dall’architetto Giovanni Michelucci.

PAV – PARCO ARTE VIVENTE

A Torino è fissata per il prossimo 2 giugno l’apertura del Parco Arte Vivente e della sua collezione permanente. Ideato dall’artista Piero Gilardi e diretto da Enrico Bonanate, PAV è un centro sperimentale d’arte contemporanea realizzato in una dismessa area industriale di circa 23.000 metri quadrati. Complessivamente inteso, il circuito comprende un sito en plein air e un museo interattivo, spesso sede di incontri e laboratori sui temi dell’arte e della natura. Tra le opere più rappresentative, si segnalano Trèfle (2006), installazione ambientale dell’artista Dominique Gonzalez-Foerster, e Jardin Mandala (2010), su progetto del noto paesaggista Gilles Clément.

PARCO SCULTURE DEL CHIANTI

Sono collocate in 7 ettari di bosco le 26 opere che compongono il Parco Sculture del Chianti, nato da un’idea di Rosalba e Piero Giadrossi e aperto al pubblico dal 2004. Per chi, dopo il lockdown, avesse in animo di visitare Siena e la sua provincia, il Parco è sinonimo di un’esperienza di contatto diretto tra natura e sculture contemporanee. Di respiro internazionale è la collezione esposta, che include opere di artisti attivi in Europa, Australia, Africa, America e Asia, tra cui il giapponese Kei Nakamura.

ARTE SELLA

Vi abbiamo già raccontato delle novità che si possono incontrare raggiungendo Borgo Valsugana (Trento) e accedendo ad Arte Sella. Nell’arco di tre decenni il progetto si è costantemente arricchito e negli ultimi anni nuove installazioni site specific sono state messe a punto: da Simbiosi di Edoardo Tresoldi a Levitas ‒ La terza montagna dell’architetto inglese Ian Ritchie, fino a Radice comune del brasiliano Henrique Oliveira.

PARCO DEI MOSTRI

Riaperto da qualche giorno e visitabile con prenotazione obbligatoria, il Parco dei Mostri o Sacro Bosco di Bomarzo (Viterbo) non ha probabilmente bisogno di presentazioni. Progettato dall’architetto Pirro Ligorio nel secondo Cinquecento, su commissione del Principe Pier Francesco Orsini, rappresenta un unicum nel panorama nazionale, grazie al peculiare mix tra verde, architetture impossibili e sculture enigmatiche, raffiguranti mostri, animali esotici e altri imprevedibili soggetti.

[Immagine in apertura: Arte Sella – Edoardo Tresoldi, Simbiosi – Photo Giacomo Bianchi – Copyright Arte Sella]