Tra i vigneti della Valpolicella spunta un mosaico di epoca romana

29 maggio 2020

Photo Dott. Alberto Manicardi - COURTESY SAP Società Archeologica s.r.l.

Sta facendo il giro del mondo la straordinaria scoperta di alcuni mosaici rinvenuti nei giorni scorsi tra i vigneti di Negrar, in provincia di Verona. Lì, dove vini d’eccezione partono ogni anno per raggiungere le tavole di tutto il mondo, i terreni hanno infatti regalato uno spettacolo archeologico senza precedenti. Si tratta di una pavimentazione risalente al III secolo d.C., appartenuta a una villa romana di cui da anni si cercavano le tracce.

Dopo innumerevoli decenni di tentativi falliti” si legge in una nota sulla pagina Facebook del Comune, “finalmente è stata riportata alla luce parte della pavimentazione e delle fondamenta della villa romana ubicata a nord del capoluogo, scoperta dagli studiosi oltre un secolo fa”. Primi accertamenti relativi alla struttura erano infatti avvenuti già negli anni Venti del Novecento, per poi essere abbandonati facendo cadere il sito nell’oblio.

I RECENTI LAVORI E LA SCOPERTA

Solo nell’estate dello scorso anno la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, con la direzione di Gianni de Zuccato, ha deciso di andare a fondo, nella speranza di estendere i risultati fino a quel momento raggiunti. In quell’occasione gli scavi avevano riportato alla luce frangenti di muri, lastre di pietra e gradini appartenenti a un settore della storica residenza, prima di essere tuttavia nuovamente interrotti – questa volta a causa dell’emergenza sanitaria legata al COVID-19. La fine della fase più acuta del lockdown ha permesso di ritornare sul sito nei primi giorni di maggio, continuando le operazioni fino alla scoperta di queste ultime ore.

Caratterizzata da intrecci geometrici di “tessere” di colore blu e vermiglio, la pavimentazione della villa appare in buono stato. L’obiettivo, a questo punto, è identificare l’estensione esatta dell’antica costruzione, in modo da poter definire le modalità di intervento e di valorizzazione di questo tesoro archeologico. E chissà che la zona, luogo di attrazione per amanti del vino e del bel paesaggio italiano, non possa diventare in futuro anche una straordinaria meta per amanti dell’archeologia e studiosi delle rovine passate.

Ciò che è certo è che il nostro Paese non smette di far emergere dal sottosuolo impagabili gioielli archeologici – solo pochi giorni fa vi avevamo parlato della recente scoperta delle decorazioni e dei graffiti “fanciulleschi” sulle pareti di una villa a Pompei. Insomma, il passato continua a regalarci emozioni, ricordandoci il prestigio e i fasti raggiunti dalle popolazioni che ci hanno preceduto.

[Immagine in apertura: Photo Dott. Alberto Manicardi – COURTESY SAP Società Archeologica s.r.l.]