Conto alla rovescia per la Biennale della Val Gardena

27 giugno 2020

Claudia Comte, WOOOW , 2018. 20 spruce trunks, each trunk, 600 x 40 cm. Permanent installation. Courtesy of the artist and König gallery, Berlin/London. Photo Gunnar Meier

L’arte può essere di sostegno e conforto, soprattutto nelle epoche più buie. Ne sono convinti anche gli organizzatori di Biennale Gherdëina, la rassegna che ogni due anni ravviva il dialogo fra la creatività contemporanea e l’eccezionale cornice della Val Gardena.

Inizialmente previsto per il 26 giugno, l’avvio dell settima edizione della Biennale Gherdëina curata da Adam Budak è slittato all’8 agosto in risposta all’emergenza sanitaria, e promette di accogliere il pubblico fino al 20 ottobre. A fare da sfondo alla kermesse sarà lo spazio pubblico di Ortisei e dei paesi limitrofi, senza dimenticare la sala Luis Trenker nel centro di Ortisei, che ospiteranno pure una serie di eventi collaterali fruibili anche in streaming.

I TEMI E I PROTAGONISTI DELLA BIENNALE

Il tema della Biennale, da sempre incentrata sul binomio arte-natura, sarà la dimensione socio-politica del fare e del creare, con un occhio di riguardo verso le dinamiche del mondo naturale e verso l’idea di comunità, fondamentale in un periodo storico turbolento e incerto come quello odierno.

Ecologia, relazionalità e differenziazione saranno i tre “capitoli” del worldmaking indagati dalla rassegna attraverso le opere di artisti del calibro di Brave New Alps, Aron Demetz, Petrit Halilaj e Alvaro Urbano, Paolo Icaro, Sharon Lockhart, Marcello Maloberti e Maria Papadimitriou, invitati a prendere parte a una iniziativa che fa della responsabilità e dell’umiltà le sue colonne portanti.

[Immagine in apertura: Claudia Comte, WOOOW , 2018. 20 spruce trunks, each trunk, 600 x 40 cm. Permanent installation. Courtesy of the artist and König gallery, Berlin/London. Photo Gunnar Meier]
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