Il primo film in 3D dello Studio Ghibli

5 giugno 2020


Ogni notizia di una nuova produzione dello Studio Ghibli crea immediatamente, tra fan e appassionati di animazione, un fermento raramente percepibile in altre situazioni. Basta l’annuncio di una nuova opera cinematografica della casa giapponese per innescare una vera e propria caccia al tesoro per capire quali e come saranno i nuovi personaggi disegnati dall’amatissima matita di Hayao Miyazaki. Se poi il film si prospetta essere in versione 3D, l’eccitazione sale alle stelle, mescolandosi a una sorta di incredulità: possibile che il mitico Studio, strenuo difensore delle tecniche tradizionali, abbia deciso di cedere il passo alle nuove tecnologie? E quale sarà il risultato di questo passaggio dalla dimensione “artigianale” a quella computerizzata?

Per rispondere a queste domande basterà aspettare la fine di quest’anno, quando farà il suo debutto – per ora soltanto nel Paese del Sol Levante – Aya to Majo, il prossimo lungometraggio firmato da Goro Miyazaki, figlio di Hayao.

LE AVVENTURE DI EARWING

Seppur le informazioni a riguardo non siano ancora tantissime, qualche dettaglio sta già circolando in rete, anche grazie agli “spifferi” del produttore Toshio Suzuki. Il film sarà il primo della storia dello Studio Ghibli a essere girato interamente in 3D e verrà inizialmente distribuito non nelle sale, ma sui canali della televisione di stato giapponese NHK. La storia, invece, sarà tratta dal racconto Earwig e la Strega, scritto da Diana W. Jones e pubblicato in Italia da Salani Editore (nell’immagine in apertura un dettaglio della copertina): al centro delle avventure, le vicende di una bambina cresciuta in un orfanotrofio e adottata da due misteriosi personaggi circondati di magia e mistero.

Di più non è dato sapere, ma per ora può bastare. Nel frattempo il film è già entrato nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2020, che lo ha incluso nella quaterna della sezione di animazione. Insomma, le premesse ci sono tutte e non resta che attendere immagini e trailer promozionale dell’opera. Che sia l’inizio di una nuova era digitale per l’amatissimo studio giapponese?