Inaugurata in Olanda una mostra sulla nozione del tempo

19 giugno 2020

Time Matters at Cube Design Museum. Bertrand Planes, Life Clock 3, 2008. Photo Ruud Balk, via Cube Design Museum Flickr

Durante le settimane di pandemia ognuno di noi si è trovato a gestire la propria quotidianità in maniera inedita. La routine sfasata, l’assenza di appuntamenti fissi, il senso di noia di fronte all’impossibilità di uscire o di dedicarci alle nostre passioni: tutto questo ci ha spinti a porci nuove domande sul senso del tempo, catapultandoci al cospetto di un classico topos della filosofia. Qual è la nostra posizione di fronte al passato, al presente e al futuro? Quale ruolo occupiamo all’interno di questa continua, ininterrotta, serie di intervalli regolari?

A tenere vive queste riflessioni, anche oggi che la fase più acuta della crisi sanitaria sembra assorbita, è il Cube Design Museum di Kerkrade, in Olanda. Riaperta al pubblico lo scorso primo giugno, l’istituzione ha deciso di accogliere nuovamente i suoi visitatori con una mostra incentrata proprio sulle emozioni contrastanti causate dallo scorrere implacabile dei minuti.

TRA ARTE, DESIGN E FILOSOFIA

Aperta fino al prossimo 3 gennaio, Time Matters – questo il titolo della rassegna, organizzata in collaborazione con la IMF Foundation di Roma – invita alcuni degli artisti e dei designer più affermati in circolazione a confrontarsi con il senso di precarietà della nostra condizione umana. Il tutto attraverso circa trenta oggetti di autori quali Maarten Baas o Nacho Carbonell.

Allestiti all’interno di un percorso suddiviso in sei sezioni, i lavori riassumono filosofia, citazioni classiche e visioni sul futuro, sottolineando i limiti della nostra finitezza e nondimeno offrendo più di un valido spunto per vivere la nostra presenza nella storia con fiducia, ragione e consapevolezza.

[Immagine in apertura: Time Matters at Cube Design Museum. Bertrand Planes, Life Clock 3, 2008. Photo Ruud Balk, via Cube Design Museum Flickr]