Tutta la passione di Van Gogh per la letteratura

16 giugno 2020

Mystery_van Gogh

Entrare nella ricerca di un artista, scovarne le influenze e le modalità di lavoro è sempre un processo affascinante, tanto più se a essere indagati sono gli aspetti meno esplorati e ancora ignoti del suo percorso umano e creativo. Deve saperlo bene Mariella Guzzoni, l’artista e ricercatrice italiana dietro il nuovo Vincent’s Books: Van Gogh and the writers who inspired him, un libro che punta per la prima volta i riflettori sulla passione dell’artista olandese per la letteratura.

Avido lettore di romanzi, testi sacri e poesie, l’artista ebbe infatti una predilezione particolare per la parola stampata. I libri furono per il “pittore dei girasoli” una passione “irresistibile” (come lui stesso la definì in una delle lettere al fratello Theo), capace di confortarlo nella solitudine e nei momenti più bui della sua tormentata esistenza.

TRA ROMANZI E TESTI SACRI

Edito dalla University of Chicago Press, il volume – per adesso solo in lingua inglese – accompagna il lettore nella biblioteca di Van Gogh, a partire dalla definizione dei testi prediletti. William Shakespeare, Charles Dickens e Omero furono tra gli autori che maggiormente influenzarono la personalità e nondimeno la ricerca artistica del pittore. E poi ancora i francesi Honoré de Balzac, Guy de Maupassant, Émile Zola e Victor Hugo, letti, tradotti o addirittura imparati a memoria.

Scandagliando le opere di questi maestri della narrativa, l’autrice del libro ripercorre allo stesso tempo le evoluzioni spirituali e creative del protagonista: la sua aspirazione religiosa, l’ideale sociale e umanitario, la decisione di diventare artista e infine la tragica morte nel 1890. Ad accompagnare l’analisi critica della Guzzoni anche un ricco corpo di opere di Van Gogh, dove l’oggetto libro diventa addirittura parte della composizione. Un esempio? Il dipinto Natura morta con Bibbia del 1885.

[Immagine in apertura tratta da Il mistero dei capolavori perduti ‒ Van Gogh sotto le bombe]