Tutto il fascino degli Etruschi al Museo Archeologico di Napoli

8 giugno 2020

Lekythos. Ceramica a figure nere. Inizio del V sec. a.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo Museo Archeologico Nazionale, Napoli

A pochi giorni dalla riapertura al pubblico dopo la quarantena, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli riprende la programmazione espositiva. La prima mostra al via in questa “nuova fase” è Gli Etruschi e il MANN, un progetto interamente dedicato all’affascinante civiltà la cui epopea si svolse non solo nel Centro Italia. Prendendo in esame circa sei secoli di storia – dal X al IV sec. a. C. –, questo inedito percorso espositivo fa infatti luce su un particolare aspetto della popolazione etrusca: la loro presenza in Campania.

Si tratta di un passaggio storico rifiutato dagli studiosi fino alla fine dell’Ottocento, sebbene confermato da varie fonti letterarie che collocano gli Etruschi persino a Pompei. Tuttavia, proprio il patrimonio del MANN, esaminato dal direttore Paolo Giulierini che ha curato la mostra con Valentino Nizzo, consente di allargare e approfondire la trattazione verso nuovi fronti di ricerca. Robusto il corpus di reperti esposti: seicento opere in tutto, di cui almeno duecento, studiate e restaurate, sono visibili per la prima volta in questa occasione.

STORIA DI UNA (RI)SCOPERTA

Due i capitoli fondamentali della mostra: Gli Etruschi in Campania e Gli Etruschi al MANN. L’incipit è affidato all’analisi della documentazione che attesta la presenza degli Etruschi nella regione, dagli albori del I millennio a.C. fino al declino, avvenuto in conseguenza delle sconfitte subite dalle flotte etrusche nelle acque di Cuma tra VI e V secolo a.C. L’attenzione si sposta quindi sulle figure che hanno contribuito
alla riscoperta del passato etrusco della Campania; in questa sezione vengono esposti materiali etrusco-italici, generalmente provenienti da aree esterne alla Campania, acquisiti negli anni dal Museo di Napoli sul mercato collezionistico.

Visitabile fino al 31 maggio 2021 e affiancata da una serie di pubblicazioni di rilievo scientifico, la mostra è arricchita da prestiti concessi dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma. Emerge, in particolare, l’intero corredo della Tomba Bernardini da Palestrina (675-650 a.C.), nella quale le tendenze di matrice orientale, esplicito riflesso degli scambi tra civiltà lungo le rotte del Mediterraneo, raggiunsero piena evidenza stilistica.

600 REPERTI, 200 VISIBILI PER LA PRIMA VOLTA

 

[Immagine in apertura: Lekythos. Ceramica a figure nere. Inizio del V sec. a.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo Museo Archeologico Nazionale, Napoli]