Le sperimentazioni fotografiche di Mario Cresci a Roma

29 giugno 2020


Le vite di un’immagine possono essere tante. Lo sa bene Mario Cresci, inguaribile sperimentatore noto agli amanti dell’obiettivo per le sue indagini nel campo della fotografia. Voce italiana tra le più accreditate e innovatrici di questa disciplina, l’artista è da pochi giorni in mostra a Roma con la sua ultima personale L’oro del tempo.

Aperta fino al 30 ottobre – e curata da Francesca Fabiani – la rassegna, allestita presso gli spazi dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, comprende un ampio corpo di opere basate sulla rivisitazione di alcune stampe presenti negli archivi dell’istituzione: immagini “sepolte” sotto la polvere del tempo, scelte e rievocate dall’artista fino a farne prodotti nuovi capaci di sussurrare al presente.

UN’INDAGINE SUL TEMPO

Ecco allora che, attraverso l’operazione quasi archeologica messa in atto da Cresci, l’immenso patrimonio conservato nella collezione dell’ICCD prende nuova vita, salvandosi dalla forza corruttrice del tempo per farsi attuale e dirci qualcosa di noi. È il caso, ad esempio, degli scatti di Mario Nunes Vais risalenti al primo Novecento: opere che l’artista rielabora attraverso processi di stampa complessi ed evocativi, offrendole al visitatore in maniera inedita.

Ad accomunare le varie immagini in mostra è il tema della figura umana, sia quando si tratta di profili e primi piani – come nel caso delle foto dell’attrice Emma Gramatica –, sia nel caso delle sculture d’epoca greco-romana – busti e teste classiche scomposte e ricomposte, isolate e ritagliate dal fotografo fino a donargli nuova voce. Un processo anacronistico che, sin dal nome del progetto, si pone come ricerca di ciò che di prezioso e incorruttibile persiste allo scorrere dei giorni.

[Immagine in apertura: Un’opera di Mario Cresci, Roma – Musei – Museo dell’Arte Classica. Gipsoteca – Testa femminile cd. Methe Inizio del IIsec. I a.C. Monaco, Glyptothek. Stampa giclé b/n su carta baritata. Formato cm. 60 x 42. Archivio ICCD-GFN]