Arte e impegno sociale nella mostra di Obey in arrivo a Genova

22 giugno 2020

OBEY, We the People, Protect each other, 2017 serigrafia su carta. Collezione Pinto © Delphine Diallo

Il Palazzo Ducale di Genova continua la sua indagine sul mondo della street art, accogliendo tra le sale del museo un altro nome culto della scena contemporanea. Dopo la rassegna dedicata al “re” dell’arte urbana Banksy, questa volta tocca a Obey trasformare le pareti dell’istituzione ligure con una monografica che si preannuncia tra gli appuntamenti imperdibili del calendario estivo nazionale.

Aperta dal 4 luglio al primo novembre, la mostra – dal titolo Obey fidelity. The art of Shepard Fairey – è un viaggio senza precedenti, nel nostro Paese, dedicato alle imprese creative di uno degli autori per eccellenza del muralismo di oggi, balzato all’attenzione del pubblico nel 2008, in seguito alla realizzazione del manifesto simbolo della campagna elettorale di Barack Obama.

OBEY TRA ESTETICA E PROPAGANDA

Allestite all’interno di un percorso espositivo suddiviso in quattro capitoli – ognuno dei quali dedicato ai temi della donna, dell’ambiente, della pace e della cultura –, le opere raccolgono messaggi militanti, slogan politici e dal tono sociale, reinterpretati attraverso lo stile riconosciuto dell’artista americano. In ognuna delle immagini esposte, grafiche sovietiche e giochi di prospettiva futuristi, pitture parietali latinoamericane e muralismi del primo Novecento si fondono in perfetta armonia, offrendo agli occhi del pubblico lavori allo stesso tempo unici e familiari, capaci di guardare al futuro strizzando l’occhio alle principali correnti estetiche del passato.

Il messaggio pacifista ed ecologista di Obey ci rende piccoli ‘soldati’ di una nuova militanza”, spiega Gianluca Marziani, curatore del progetto insieme a Stefano Antonelli. “Fate arte al posto della guerra. Celebrate la bellezza al posto della violenza. Denigrate il male con alti dosaggi di consapevolezza morale. È come se gli anni Settanta delle culture antagoniste tornassero a nuotare nel mare fluido del web”.

Ne sono un esempio l’opera We the people – Defend dignity, una grafica politica in risposta al sentimento xenofobo e razzista che sta prendendo piede in America, o ancora Angel of Hope and Strength, la serigrafia realizzata appositamente in omaggio agli operatori sanitari in lotta contro il Covid-19. E poi litografie, stampe in grande formato e immagini pubblicitarie. Una mostra carica di messaggi e di speranza, insomma, per far ripartire all’insegna del cambiamento e della consapevolezza la nuova stagione espositiva del museo.

[Immagine in apertura: OBEY, We the People, Protect each other, 2017 serigrafia su carta. Collezione Pinto © Delphine Diallo]