Ecco come sarà il “nuovo” Museum Boijmans Van Beuningen a Rotterdam

9 giugno 2020


Fondato a Delft, nei Paesi Bassi, nel 1984, lo studio di architettura Mecanoo si è aggiudicato il primo premio nel concorso per il restyling di una delle istituzioni culturali simbolo della città di Rotterdam. Stiamo naturalmente parlando del Museum Boijmans Van Beuningen, la cui collezione abbraccia l’arte olandese ed europea dal Basso Medioevo fino alla scena contemporanea e include capolavori di artisti del calibro di Bosch, Rembrandt, Monet, Van Gogh, Kandinsky, Dalí e Mondrian.

Si tratta dello stesso museo che sta sostenendo la costruzione del Depot Boijmans Van Beuningen, anch’esso progettato da un noto studio olandese — MVRDV — e in fase di ultimazione all’interno del Museumpark di Rotterdam. Chiuso al pubblico già dal 2019, per consentire lo svolgimento dei lavori di ristrutturazione, il “rinnovato Boijmans” si candida a divenire il connettore di tutti i soggetti di rilievo culturale già presenti nel parco culturale cittadino: non solo il già citato Depot, ma anche Nieuwe Instituut, Kunsthal, Natural History, Chabot Museum e Arminiu. Affinché questo avvenga, gli architetti di Mecanoo hanno sviluppato un piano che consentirà all’edificio di trasformarsi “da introverso a estroverso, da chiuso ad aperto, da castello a museo“.

I CAMBIAMENTI DEL PRINCIPALE MUSEO DI ROTTERDAM

Contraddistinto dalla compresenza di due ali, rispettivamente progettate dagli architetti  J.A.G.Van der Steur, nel 1935, già riconosciuta come monumento nazionale, e Alexander Bodon, nel 1972, destinata ad acquisire il medesimo status nel prossimo futuro, il museo ha evidenziato nel corso degli anni alcune criticità. È “diventato un labirinto a causa dei numerosi lavori di ristrutturazione“, indicano dallo studio Mecanoo, poiché dispone di un ingresso difficile da trovare e di una logistica complicata. Il pubblico, inoltre, non è facilitato nell’individuazione dei percorsi interni.

A tali condizioni il progetto di Mecanoo risponde introducendo un volume di passaggio trasparente, che si snoderà organicamente tra gli edifici di Van der Steur e Bodon rafforzando il legame tra città, parco e complesso museale. Tale elemento, inoltre, fornirà un nuovo ingresso al Museum Park grazie all’introduzione di un padiglione con finalità espositive. Il cosiddetto Park Pavilion avrà una doppia altezza e ospiterà anche un ristorante con vista sul verde. Accanto a questo innesto, per rendere l’edificio pienamente in grado di misurarsi con i grandi competitor internazionali, sono in programma anche “numerosi interventi chirurgici”, come li hanno definiti gli stessi architetti, che hanno l’obiettivo di migliorare accessibilità e logistica per i prossimi decenni.

[Immagine in apertura by Mecanoo]