L’arte di Brian Eno presto in mostra alla Galleria Nazionale dell’Umbria

31 luglio 2020

Brian Eno, musician and artist in his studio with lightbox and lenticular. April 2016

Musica e arte visuale si sono sempre rincorse nella ricerca di Brian Eno, compositore e produttore discografico tra i più influenti della sua generazione. Inventore della musica d’ambiente, forte di una discografia prolifica come poche altre – con lavori che spaziano dall’elettronica all’etnica, dal glam rock alla sperimentale –, l’eclettico artista britannico (al secolo Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno) sarà presto al centro di un importante progetto espositivo tutto italiano.

Stiamo parlando della personale Reflected: una rassegna pensata per gli spazi della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, in calendario dal prossimo 4 settembre al 10 gennaio 2021.

UN DIALOGO ANACRONISTICO

Realizzata in collaborazione con Atlante Servizi Culturali, la mostra presenterà un corpo ristretto di opere dell’artista, poste in dialogo con alcuni capolavori presenti nella collezione del museo: uno scambio tra linguaggi contemporanei e tradizione che si preannuncia decisamente suggestivo.

Nello specifico, tre Lightbox di Brian Eno saranno accostate al Polittico di Sant’Antonio di Piero della Francesca, al Polittico Guidalotti di Beato Angelico e al Cristo morto in pietà di Perugino. L’obiettivo è sottolineare anacronismi e inedite corrispondenze tra i “paesaggi” luminosi e colorati dell’artista inglese e i dipinti dei tre maestri italiani, instaurando un dialogo in grado di trascendere i limiti dello spazio e del tempo in nome della commistione formale e della sperimentazione.

LE PAROLE DI BRIAN ENO

Pittura e musica”, racconta Brian Eno, “sono sempre state intrecciate per me. Ho iniziato a giocare con la luce come mezzo all’incirca nello stesso periodo in cui ho iniziato a suonare quando ero adolescente. Quando ripenso a quello che ho fatto negli anni successivi, mi sembra di aver cercato di rallentare la musica per renderla più simile alla pittura, e dare movimento alle immagini per avvicinarle alla musica… nella speranza che le due attività si incontrassero e si fondessero nel mezzo”.

Il tragitto espositivo sarà inoltre impreziosito dalla serigrafia Raphael Revisited dell’artista Tom Phillips, legato a Brian Eno da rapporti di amicizia e da una collaborazione di lungo corso. L’opera – realizzata nel 2011 – trae ispirazione da una tavoletta votiva databile alla fine del Quattrocento, attribuita in precedenza a un giovanissimo Raffaello. Un’immagine anche in questo caso improntata sulla rivisitazione del classico, utilizzata da Eno nel 1975 per la copertina dell’album Another Green World.

[Immagine in apertura: Brian Eno nel suo studio. Photography copyright Mike Abrahams, courtesy Paul Stolper Gallery, 2020]