Quando l’arte è “maleducata”: un libro sulle figure voltate di spalle

2 luglio 2020

Eleonora Marangoni Viceversa Il mondo visto di spalle Johan & Levi, 2020

Quando pensiamo al soggetto di un’opera d’arte lo immaginiamo frontalmente, con lo sguardo verso di noi – o al massimo girato di lato, come di consueto nella ritrattistica rinascimentale. Più difficilmente, invece, ci sogneremmo di pensare a una figura voltata di spalle: il viso nascosto, la schiena in primo piano, l’assenza di dettagli emozionali su cui fare affidamento per decifrare il senso del lavoro.

Eppure i soggetti “au rebours” (per citare l’opera di Huysmans) sono stati tanti, tantissimi, sia nel corso delle epoche recenti che in quelle straordinariamente lontane – quando negare lo sguardo all’osservatore poteva suonare addirittura oltraggioso. A soffermarsi oggi su questo affascinante filone iconografico è Eleonora Marangoni, autrice di un nuovo volume portato sugli scaffali da Johan & Levi Editore.

IL MONDO VISTO DI SPALLE

Ricco di oltre 160 pagine finemente orchestrate fra immagini e parole, il libro – dal titolo Viceversa. Il mondo visto di spalle (nell’immagine in apertura: un dettaglio della copertina) – ripercorre il tema delle figure di schiena attraverso i secoli, mescolando letteratura e fotografia, cinema e pittura, video art e fumetto.

Si procede dall’affresco d’epoca romana Flora – il primo in cui un soggetto ignora bellamente la presenza di un pubblico esterno – alla pittura italiana del Trecento – epoca in cui i soggetti di schiena fanno la loro comparsa. E poi ancora le geishe giapponesi, i riferimenti all’arte fiamminga e i dipinti delle avanguardie moderne, dove l’inquadratura sulla nuca comincia a stringersi fino a proporre nuovi punti di vista sull’arte e i suoi spettatori. Un cammino storico e iconografico affascinante, in grado di mostrarci il potere e la poesia delle immagini. Soprattutto quelle più enigmatiche e silenziose.