Nel 2021 la moda si mette in mostra

16 Gennaio 2021


Emergenza sanitaria permettendo, per gli appassionati di mostre e di moda il 2021 potrebbe essere un anno davvero promettente. Una prima conferma arriva dai progetti espositivi dedicati al mondo del fashion già annunciati per i prossimi mesi. Si tratta di appuntamenti che testimoniano il crescente interesse verso una disciplina creativa che, ormai da tempo, si è svincolata da stereotipi e pregiudizi, conquistando piena riconoscibilità e un sempre più ampio seguito. Cinque le mostre selezionate, in programma in altrettante città nei mesi a venire, fra Europa e Stati Uniti. Ma con lo sguardo rivolto (anche) al Giappone.

KIMONO CHE PASSIONE

A scaldare l’attesa in vista dell’apertura, il prossimo 6 febbraio, della mostra The Kimono in Print: 300 Years of Japanese Design al Worcester Art Museum, negli Stati Uniti, è l’esposizione virtuale a essa associata; dal titolo Kimono Couture: The Beauty of Chiso explores the world of kimono design and artistry, è già fruibile online. Un’anteprima digitale per un progetto che prenderà in esame il kimono come una delle principali fonti di ispirazione e di sperimentazione per la stampa giapponese, tanto nel periodo Edo (1603-1868) quanto nella successiva era Meiji (1868-1912). Attingendo principalmente dalla vasta collezione di stampe giapponesi del museo, la mostra esplora le reciproche influenze fra le evoluzioni avvenute nel design dei kimono e le innovazioni introdotte nella stampa anche per affiancare la costante propensione verso l’aggiornamento di questo capo, emblema del mondo nipponico.

UN TUFFO NEGLI ANNI ’90 CON CLAUDIA SCHIFFER

Fra le top model più popolari di sempre, la modella tedesca Claudia Schiffer veste per la prima volta i panni di curatrice in occasione di Fashion Photography From The 1990s. In programma al Kunstpalast Düsseldorf, tra la fine della prossima estate e l’inizio dell’autunno, la mostra punta a restituire tutta l’energia creativa di un decennio cruciale per il fashion system internazionale. Per farlo sarà svelato un corpus eterogeneo di circa 120 opere, che accenderanno i riflettori sulle più influenti figure del settore moda degli anni Novanta. Al centro del progetto c’è la fotografia: i materiali selezionati, provenienti anche dall’archivio della stessa Schiffer, testimoniano tutta la stravaganza, l’esuberanza, il gusto per la provocazione degli abiti di quel periodo, ma anche il clima fervido che ha caratterizzato la stampa, la pubblicità e il mondo dei media in generale in quella memorabile fase storica.

MARTIN MARGIELA, NON SOLO STILISTA

Per tutti è, giustamente, uno degli Antwerp Six, il gruppo di fashion designer di nazionalità belga che fu artefice di un profondo rinnovamento negli anni Ottanta. Ma Martin Margiela, dopo il suo ritiro a sorpresa dalle passerelle nel 2009, ha intrapreso un percorso complementare ma autonomo rispetto alla precedente carriera di stilista. Mai prima d’ora le sue opere d’arte sono state esposte in una mostra: accadrà, finalmente, quest’anno a Parigi, nella personale curata da Rebecca Lamarche-Vadel che dovrebbe essere inaugurata negli spazi espositivi di Lafayette Anticipations – Fondation d’entreprise Galeries Lafayette il prossimo 20 ottobre. Curiosi di saperne di più su questo appuntamento senza precedenti? Tutte le anticipazioni qui.

TUTTI PAZZI PER LE BORSE!

Amatissimo accessorio (non solo) femminile, da secoli la borsa ha stimolato la creatività di artigiani, sarti, stilisti e creativi. Per averne una prova concreta e visivamente appagante, varrebbe proprio la pena fare un salto a Londra, più precisamente al Victoria & Albert Museum che quest’anno conta di inaugurare Bags: Inside Out. Quasi trecento gli esemplari che verranno esposti, realizzati fra il XVI secolo e i giorni nostri, per dare vita alla più completa mostra che il Regno Unito abbia mai dedicato a questi preziosi, ironici, eleganti, funzionali, sofisticati, irriverenti e desiderabilissimi oggetti.

E TU DI CHE DRESS CODE SEI?

Apertura prevista dal 26 marzo al 18 luglio, nelle sale del Kunst- und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland di Bonn, per Dress Code. Are you playing fashion?, la mostra del National Museum of Modern Art di Kyoto e del Kyoto Costume Institute che, dopo l’ampio consenso riscosso in Giappone approda in Europa con il suo carico di domande aperte rivolte ai visitatori. Vietato limitarsi a considerare la moda esclusivamente come “l’atto di indossare vestiti“: è ormai ampiamente riconosciuta come una modalità di espressione personale, per mostrarsi, rivelarsi, essere ammirati (o criticati) da un pubblico sempre più vasto, che oggi include anche gli utenti dei social network. Il percorso espositivo indaga come il bisogno di vestirsi si sia progressivamente trasformato in un riflesso della società, un “gioco comunicativo” capace di attivare atteggiamenti opposti e sentimenti discordanti. Il risultato? Una panoramica globale della moda contemporanea, con particolare riguardo per lo streetwear e per le produzioni di noti designer come Giorgio Armani, Chanel, Issey Miyake, Burberry e Louis Vuitton, che getta lo sguardo anche verso l’arte contemporanea.

[Immagine in apertura: Keisai Eisen (1790-1848), Modern Figures on a Snowy Day, early to mid-1820s, from the series The Four Seasons. Publisher: Sanoya Kihei, color woodblock print with graduated colors (bokashi) and blind-printing (karazuri), John Chandler Bancroft Collection, 1901.146]


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