Un’isola galleggiante è il nuovo spazio pubblico di Copenaghen

21 Marzo 2018


Se fosse necessario individuare solo due parole per definire CPH-Ø1, la piccola isola artificiale galleggiante sviluppata da Marshall Blecher e Magnus Maarbjerg nel porto di Copenaghen, probabilmente “essenziale” e “sorprendente” potrebbero essere le più calzanti.
Il longevo legame tra la capitale danese e l’acqua, nelle sue molteplici declinazioni, ancora una volta sollecita i progettisti internazionali, dando vita a nuove forme di espressione solo apparentemente provocatorie o irriverenti.

Caratterizzata da una forma pentagonale e accompagnata da un singolo albero, la struttura progettata dal duo dello studio Fokstrot è diversa da tutti gli altri spazi pubblici già presenti lungo il waterfront di Copenhagen.
Innanzitutto, è completamente circondata dall’acqua, ancorata com’è al largo del porto urbano: tale condizione implica l’utilizzo di un’imbarcazione per raggiungerla. Si tratta inoltre di un “luogo” votato alla libera interpretazione degli utenti: anziché fissare preventivamente delle funzioni, i progettisti hanno concepito CPH-Ø1 come uno spazio pubblico libero, sul quale decidere in autonomia a quale attività dedicarsi.

La possibilità di replicare tale modello con strutture analoghe rende questo progetto sperimentale particolarmente interessante e dimostra un atteggiamento lungimirante verso il futuro. Come altre città internazionali, tra cui Shanghai, anche Copenaghen potrebbe subire nei prossimi anni drammatici contraccolpi a causa del cambiamento climatico: si stima che il livello del mare che circonda l’area urbana possa subire un aumento pari a 70 centimetri entro il 2100.
In questo scenario, isole galleggianti come CPH-Ø1 potrebbero fornire nuovi spazi pubblici multifunzionali, mentre dalla loro semplice aggregazione potrebbero sorgere inediti – e utilissimi – arcipelaghi artificiali.