Il libro sul pensiero di Jimi Hendrix tra musica e filosofia

16 Agosto 2020

Alberto Rezzi, La filosofia di Jimi Hendrix, Mimesis edizioni 2020. Dettagilio della copertina

Cinquant’anni senza Hendrix, eppure nessuno è ancora riuscito a dimenticare una delle personalità più geniali della musica, né, tantomeno, a eguagliarla”. Sono queste le parole scelte da Alberto Rezzi per presentare il suo ultimo libro, La filosofia di Hendrix, un vero e proprio “trip” nei linguaggi e nelle esplorazioni artistiche e sensoriali del grande chitarrista di Seattle.

OLTRE LA MUSICA

Noto per i suoi volumi dedicati alla forza creativa di Eric Clapton e Pat Martino, l’autore punta questa volta i riflettori sugli interessi poetici, sul simbolismo e sul valore “rituale” delle performance dell’artista, nome di riferimento del rock e della psichedelia degli anni Settanta.

Stando al contenuto del volume – edito da Mimesis Edizioni (nell’immagine di apertura un dettaglio della copertina) – quella messa in atto da Jimi Hendrix fu infatti una rivoluzione che travalicò i confini dell’arte per approdare ai territori della meditazione, della trascendenza e della ricerca di mondi “altri”. Gli esempi e le “prove” offerti al lettore da parte di Rezzi non sono pochi: che si tratti di Giordano Bruno o Nelson Goodman, i grandi pensatori del passato vengono posti in dialogo con lo spirito creativo del musicista, mettendo a segno un volume speculativo d’indubbio fascino.