A Genova è finalmente tempo di Michelangelo

9 Settembre 2020

Michelangelo Buonarroti, Studio di testa per la Volta della Sistina, 1509-1510, matita rossa, mm 127 x 143. Firenze, Casa Buonarroti, inv. 47

L’attesa è quasi terminata per i molti appassionati di un artista che ha ingaggiato con la materia, scultorea e non solo, una delle “battaglie” più avvincenti di sempre. Stiamo parlando di Michelangelo Buonarroti, protagonista, a partire dall’8 ottobre e fino al 24 gennaio 2021, della mostra ospite di Palazzo Ducale a Genova.

Curata da Cristina Acidini con Alessandro Cecchi ed Elena Capretti, la rassegna, intitolata Michelangelo divino artista e rimandata a causa della pandemia, consentirà finalmente al pubblico di ammirare da vicino le prodezze grafiche e plastiche del maestro toscano, testimoniate dalle due sculture in marmo ‒ la Madonna della Scala e il Cristo redentore ‒ e dalla sessantina di disegni autografi e scritti originali conservati perlopiù a Casa Buonarroti, fra i quali spicca la Cleopatra, eseguita per Tommaso Cavalieri e straordinariamente realizzata dall’artista come opera a sé stante.

LA VITA DI MICHELANGELO

L’itinerario espositivo, organizzato nel solco della biografia michelangiolesca, darà anche particolare risalto alle illustri frequentazioni coltivate dall’artista nell’arco della sua vita. Da Leone X a Clemente VII, da Lorenzo il Magnifico a Francesco I di Valois e Caterina de’ Medici, furono numerose e fondamentali le personalità di rilievo che affollarono l’esistenza di Michelangelo, influenzandone il percorso artistico.

Definito da Vasari “artista universale”, il Buonarroti intrecciò legami ben oltre i confini della sua terra di origine, come evidenziato dalla mostra genovese, che prenderà spunto dalla collaborazione fra Michelangelo e la famiglia Della Rovere di stirpe savonese per allargare il campo di indagine al territorio ligure e alla sua storia creativa.

[Immagine in apertura: Michelangelo Buonarroti, Studio di testa per la Volta della Sistina, 1509-1510, matita rossa, mm 127 x 143. Firenze, Casa Buonarroti, inv. 47]