Brassaï – Pour l’amour de Paris

PALAZZO MORANDO - COSTUME MODA IMMAGINE - dal 19/03/2015 al 28/06/2015

PALAZZO MORANDO - COSTUME MODA IMMAGINE

Via Sant'andrea Milano Italia
+39 0288465933
c.palazzomorando@comune.milano.it

Info box

Generi: fotografia, personale

Autori: Brassaï

Curatori: Agnès de Gouvion Saint Cyr

“Brassaï. Pour l’amour de Paris”, dedicata all’opera intensa e luminosa di uno dei più grandi fotografi del Novecento, racconta la storia eccezionale di una passione, quella che ha unito per più di cinquant’anni il fotografo agli angoli e ai più nascosti recessi della capitale francese, ma anche a tutti quegli intellettuali, artisti, grandi famiglie, prostitute e mascalzoni, che hanno contribuito alla leggenda di Parigi. Nell’ambito di EXPO IN CITTÀ, Comune di Milano | Cultura, Polo Musei Storici e Musei Archeologici, la Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e l’Estate Brassaï, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia e in collaborazione con Comune di Parigi, Dipartimento Mostre; Institut français Milano e Camera di Commercio e Industria francese in Italia presentano a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, in anteprima in Italia, la mostra a cura di Agnès de Gouvion Saint Cyr: “Brassaï. Pour l’amour de Paris”, dal 20 marzo al 28 giugno 2015 con conferenza stampa e inaugurazione giovedì 19 marzo, ore 12 e ore 18.
La mostra, una selezione di circa 260 fotografie originali, è stata ideata per il Comune di Parigi da Philippe Ribeyrolles, nipote di Brassaï e gestore dell’omonimo Archivio (Estate Brassaï), ed esposta all’Hotel de Ville dall’8 novembre 2013 al 29 marzo 2014. A corredo della rassegna milanese sono previsti seminari a Palazzo Morando e una retrospettiva cinematografica, proposta dall’Institut français Milano presso la propria sala cinema nella sede di Corso Magenta 63, con proiezioni a ingresso libero il 31 marzo e il 14 e 21 aprile 2015, sempre di martedì alle ore 20.00.
“Brassaï. Pour l’amour de Paris”, dedicata all’opera intensa e luminosa di uno dei più grandi fotografi del Novecento, racconta la storia eccezionale di una passione, quella che ha unito per più di cinquant’anni il fotografo agli angoli e ai più nascosti recessi della capitale francese, ma anche a tutti quegli intellettuali, artisti, grandi famiglie, prostitute e mascalzoni, che hanno contribuito alla leggenda di Parigi. Sarà così l’occasione di una vera e propria scoperta, l’opportunità di conoscere l’intensa attività di questo straordinario autore che approda a Parigi ancora bambino e che per tutta la vita vivrà la capitale francese come fonte delle sue riflessioni e fil rouge del suo lavoro.
Nato nel 1899 a Brasso (l’attuale Braşov) in Transilvania, Gyula Halász (prende il nome di Brassaï quando inizia a fotografare nel 1929) ha solo quattro anni quando suo padre lo porta con sé a Parigi, dove è stato invitato, in qualità di professore di letteratura, a trascorrere un anno sabbatico. Questo periodo affascina il giovane e resta impresso nella sua memoria.

ANNI FOLLI E LUNGHE PASSEGGIATE NOTTURNE
Il fascino per Parigi porta infatti Brassaï a raggiungere la “Ville des lumières” nel 1924, dopo i suoi studi d’arte a Berlino. Ben presto incontra Robert Desnos e Jacques Prévert, i quali lo inseriscono nell’ambiente degli artisti e degli intellettuali che hanno contribuito a rinominare gli Anni Folli di Montparnasse e lo introducono al surrealismo. Brassaï in quegli anni ricerca gli oggetti più ordinari e ne trasforma il significato, osa giustapposizioni insolite e defamiliarizza la percezione, togliendo il reale dal suo contesto. Il suo pensiero si concentra nel trasformare il reale in decoro irreale. Ecco come nascerà la sua ostinata ricerca dei graffiti a partire dal 1929.
Allo stesso tempo Brassaï inizia a inseguire, nella luce notturna della città, una Parigi insolita, sconosciuta e finora non degna di attenzione. Durante le sue lunghe passeggiate che lo portano solo o in compagnia di Henry Miller, Blaise Cendrars e Jacques Prévert, complici nell’alimentare le sue curiosità, rende visibili le umili prostitute dei quartieri “caldi” o i lavoratori della notte alle Halles, trasforma il rigore classico dell’architettura parigina in scene particolari e fissa l’insolita bellezza delle silhouettes fuggitive, delle illuminazioni accecanti o delle nebbie della Senna. Questo flaneur impenitente descrive la città seguendo i punti di vista che gli sono propri e che la luce cittadina gli offre, come la visione panoramica di Parigi dall’alto della torre di Notre Dame, il riflesso ripetuto all’infinito degli archi del ponte sulla Senna, la pavimentazione dei Jardins des Tuileries disegnata dall’ombra dei cancelli, i fiori del castagno che emergono dalla notte come un bouquet nuziale o le apparizioni delle “belle di notte” nei portici oscuri.

AMICIZIE SURREALISTE
Nel 1932 Picasso, impressionato dal lavoro di Brassaï, gli affida il compito di fotografare la sua opera scultorea, fino ad allora sconosciuta e che deve essere pubblicata nel primo numero di una nuova rivista d’arte: “Le Minotaure”. I due artisti scoprono di avere gusti e affascinazioni in comune che hanno segnato il loro lavoro: le atmosfere sensuali delle Folies Bergères, e non è sorprendente per questi innamorati delle forme femminili o di quelle, sempre misteriose, delle feste alle fiere in cui regnano cartomanti e indovini. Tra tanti spettacoli, quello che attira maggiormente la loro attenzione è certamente il circo. Qui vi ritrovano la bellezza dei corpi umani e la virtuosità degli sforzi fisici, il dialogo tra la bestia e l’uomo, il senso dell’equilibrio e il gusto per il mistero.

PARIGI, BELLA DI GIORNO
Scopritore infaticabile della Parigi notturna, Brassaï non è insensibile al fascino della capitale alla luce del giorno. Egli ci propone così una visione del tutto personale dei giardini del Luxembourg, una sedia abbandonata, un leone minaccioso sotto la neve, piccoli artigiani – il gelataio, il venditore di palloncini, un fotografo ambulante, il giardiniere che raccoglie le foglie o le statue svestite.
Prova la stessa naturale empatia per gli argini della Senna che egli percorre per incontrare gli innamorati, i pescatori, i senza tetto e persino i cani. Passa da un quartiere all’altro – il Quartiere Latino, Bercy, Auteuil – e analizza le specificità di ciascuno. Mentre documenta la vita reale di questi spazi, sa anche catturare “lo spirito di ogni quartiere di Parigi: la folla elegante di rue de Rivoli, i passanti davanti ai negozi dei Grands Boulevards, i carbonai lungo la Senna a Bercy, ma anche l’imponenza dei monumenti, la torre Eiffel, l’Arco di Trionfo e soprattutto Notre-Dame e i suoi doccioni zoomorfi che rappresenta di giorno, come di notte. Così, da qualsiasi lato si guardi il suo lavoro, vi si ritrova Parigi, sempre Parigi”.

As part of EXPO IN CITTÀ, the City of Milan | Cultura, Polo Musei Storici e Musei Archeologici, the Fratelli Alinari
Fondazione per la Storia della Fotografia and the Brassaï Estate, with the patronage of the French Embassy in Italy
and in collaboration with the City of Paris, Exhibitions Department, and the Institut français Milan present at
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, previewing in Italy, the exhibition curated by Agnés de Gouvion Saint
Cyr: Brassaï. Pour l’amour de Paris, on view from 20 March to 28 June 2015, with press conference and
inauguration Thursday 19 March at noon and at 6 pm.
This exhibition, offering a selection of around 260 original photos, was conceived for the City of Paris by Philippe
Ribeyrolles, Brassaï’s nephew and manager of the Brassaï Estate, and held at the Hotel de Ville from 8 November
2013 to 29 March 2014. The event in Milan will also include seminars at Palazzo Morando and a cinema
retrospective, provided by the Institut français Milan in its own cinema theatre on Corso Magenta 63, with free
screenings on 31 March and 14 and 21 April 2015, on Tuesdays at 8 pm.
Brassaï. Pour l’amour de Paris is dedicated to the intense work of one of the 20th
-century’s greatest photographers.
It narrates the exceptional story of a passion for over fifty years that united Brassaï to the most hidden recesses of
Paris as well as to all those intellectuals, artists, well-to-do families, whores and misfits who contributed to the city’s
legendary fame. It will be an opportunity to discover the passionate work of this extraordinary artist who arrived in
Paris during his childhood. For the rest of his life, Brassaï would hold this city as the source of his reflections and as
the fil rouge to his oeuvre.
Born in 1899 at Brasso (modern-day Brasov) in Transylvania, Gyula Halász (he took the name Brassaï when he began
photographing in 1929) was only four years old when he arrived in Paris with his father, who was a professor of
literature and had been invited to spend a sabbatical year in the French capital. This period fascinated the young
boy.

THE Années Folles AND LONG WALKS AT NIGHT
Brassaï never forgot Paris, the “Ville des lumières”, and in 1924, after studying art in Berlin, he moves there. He soon
encounters Robert Desnos and Jacques Prévert who introduce him to the artists and intellectuals of the Années
Folles of Montparnasse and to surrealism. During those years Brassaï investigates simple objects while transforming
their meaning. He dares bold juxtapositions and defamiliarizes the way things are perceived by removing reality from
the context. His focus on turning the real into the non-real would give birth, starting from 1929, to his obsessive
study of graffiti.
At the same time, Brassaï begins to explore, at night, an uncommon, unknown Paris. During his long walks alone or
in the company of Henry Miller, Blaise Cendrars and Jacques Prévert, who all nurture his curiosity, he portrays
modest prostitutes in the “red-light” districts or night workers at Les Halles, and transforms the classic rigour of
Parisian architecture into peculiar scenes while immortalizing the uncanny beauty of fleeting silhouettes, blinding
lights or the fog on the Seine.
This unapologetic flaneur describes the city from his own perspective and with the light, as in the spectacular view of
Paris from on top the tower of Notre Dame, or the infinitely repeated reflection of arches over the Seine, or the floor
motif of the Jardin des Tuileries, or the chestnut flowers blooming at night like a bride’s bouquet, or the apparitions
of “ladies of the night” in dark passageways.
SURREALIST FRIENDS
Impressed with Brassaï, in 1932 Picasso entrusts him with photographing his sculptures, which had to be published
in the first issue of a new art magazine: Le Minotaure. Both artists discover they share common interests that
distinguish their work: the sensual atmospheres of the Folies Bergères, female bodies, fairgrounds, fortune tellers.
Among the many attractions, they are most bewitched by the circus. Here, they find the beauty of human bodies
and the virtuosity of physical strength, along with a dialogue between beast and man, a sense of balance and a
fondness for mystery.
PARIS, BELLE DE JOUR
An untiring explorer of Paris by night, Brassaï surely feels the allure of Paris by day, too. He proposes a highly
personal vision of the Jardin du Luxembourg, an abandoned chair, a threatening lion under the snow, artisans – an
ice-cream maker, a balloon seller, a travelling photographer, a gardener gathering leaves or even nude statues.
He feels this same natural empathy for the banks of the Seine which he walks along in the hopes of encountering
lovers, fishermen, the homeless and even dogs. He goes from one arrondissement to another – the Latin Quarter,
Bercy, Auteuil – as he analyses the details of each. While documenting the real life of these spaces, he is able to
capture “the spirit of each quarter of Paris: the elegant crowd of Rue de Rivoli, passers-by in front of the Grands
Boulevards shops, coal sellers along the Seine at Bercy, but also the imposing monuments, the Eiffel Tower, the Arc
de Triomphe, and especially Notre Dame and its gargoyles, by day and by night. So, seen from any angle, Paris can
be found, forever Paris”.