Carol Bove / Carlo Scarpa

MUSEION - dal 31/10/2014 al 01/03/2015

MUSEION

Via Dante 6 Bolzano Italia
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Generi: architettura, arte contemporanea, doppia personale

Autori: Carol Bove, Carlo Scarpa

La mostra Carol Bove / Carlo Scarpa riunisce per la prima volta opere dell’artista americana Carol Bove (Ginevra, 1971) e alcuni dispositivi per allestimento dell’architetto veneziano Carlo Scarpa (1906-1978), presentati al pubblico in pochissime occasioni precedenti.La mostra Carol Bove / Carlo Scarpa riunisce per la prima volta opere dell’artista americana Carol Bove (Ginevra, 1971) e alcuni dispositivi per allestimento dell’architetto veneziano Carlo Scarpa (1906-1978), presentati al pubblico in pochissime occasioni precedenti. L’esposizione coinvolge tre luoghi: il Museion di Bolzano, l’Henry Moore Institute di Leeds, Gran Bretagna e il museo Dhondt-Dhaenens di Deurle, Belgio. Anche se appartenenti a generazioni diverse, con diverse formazioni e discipline, Carol Bove e Carlo Scarpa sono legati da un interesse comune per il rapporto tra l’oggetto e l’ambiente circostante e il modo in cui gli oggetti del passato sono compresi e affrontati nel presente. Concentrandosi sulle questioni che ruotano intorno all’allestimento, sullo studio di un singolo caso e sulla sperimentazione, la mostra esplora due vocabolari artistici ben distinti, due diversi modi di trattare i materiali e due diversi approcci al fornire ambienti a opere d’arte e oggetti.
Fanno parte dell’esposizione i cavalletti e le vetrine progettati da Carlo Scarpa per il Museo di Castelvecchio di Verona e la Gipsoteca Canoviana di Possagno. Carol Bove è invece presente con sculture realizzate nell’ultimo decennio utilizzando conchiglie, coralli e piccoli pezzi di legno levigati dall’acqua, posti sopra piedistalli. Le strutture realizzate da Carlo Scarpa per gli allestimenti, separate dagli ambienti per cui sono state concepite, mettono in evidenza il suo stile personale, mentre le sculture di Bove prediligono un linguaggio museologico ridotto al minimo, capace di trasformare semplici oggetti ritrovati sulla spiaggia in elementi scultorei. L’artista indaga così i confini tra residuo e opera d’arte.
Come “case study” la mostra propone Ambiente, con cui Carlo Scarpa ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1968. Fu l’unica occasione in cui Scarpa realizzò delle sculture proprie – alcune fotografie di Luciano Svegliado documentano questo progetto unico ed eccezionale. Carol Bove si avvicina alle sculture di Scarpa ancora conservate in un modo completamente nuovo, impiegando lastre di metallo perforate e acciaio nero opaco. Le opere plastiche di Carlo Scarpa sono collocate dall’artista accanto a una scultura monumentale, costituita da un supporto d’acciaio che regge un pezzo di legno fossile. Questa presentazione, nata espressamente per la mostra, verrà riadattato da Bove di volta in volta ai tre luoghi espositivi. Riutilizzando e sperimentando con forme e disegni in maniera costante e consapevole, Bove e Scarpa impiegano due vocabolari del tutto distinti. È quanto emerge chiaramente anche dal confronto tra i prototipi di Scarpa per la tomba Brion. La tomba Brion è un complesso monumentale funebre che si trova a San Vito D’Altivole (Treviso) e contiene alcune caratteristiche specifiche e ricorrenti nell’opera architettonica di Scarpa, come i motivi a zigzag o a gradoni. Funge da contrappunto una delle prime sculture a scaffale di Bove, in cui su una scaffalatura modernista sono disposti tascabili vintage, piccoli blocchi di cemento e cera, conchiglie e piume di pavone. Insieme, questi oggetti simboleggiano gli interessi dell’artista, con complessi riferimenti alle sue ricerche sul subconscio, la meditazione e l’uso che gli anni Sessanta l’America ha fatto del pensiero orientale.