Cinque secoli di volti

MUSEO CIVICO - PALAZZO CHIERICATI - dal 03/10/2012 al 20/01/2013

MUSEO CIVICO - PALAZZO CHIERICATI

Piazza Giacomo Matteotti 39 Vicenza Italia
+39 0444325071

Info box

Generi: arte antica, arte moderna e contemporanea, collettiva

La mostra, concepita come dialogo e risposta all’evento presso la Basilica Palladiana, prevede una scelta selezione di ritratti dal XVI al XX secolo appartenenti alle raccolte civiche. In concomitanza con la mostra in Basilica Palladiana, la Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati ospiterà dal 3 ottobre al 20 gennaio 2013 la mostra “Cinque secoli di volti. Una società e la sua immagine nei capolavori di Palazzo Chiericati”, che sarà allestita negli ambienti a piano terra e negli spazi suggestivi dei seminterrati palladiani, oggetto di radicale intervento di recupero e funzionalizzazione che li renderà per la prima volta pienamente utilizzati, costituendo dunque una totale novità per il pubblico. La mostra, concepita come dialogo e risposta all’evento presso la Basilica Palladiana, prevede una scelta selezione di ritratti dal XVI al XX secolo appartenenti alle raccolte civiche. Le prime sale ospiteranno i ritratti delle aristocratiche famiglie vicentine, tutte legate ai proprietari del palazzo da rapporti di amicizia o parentela: i Gualdo e i Valmarana, Ippolito Porto, eroe di Mülberg e di Lepanto, il vescovo Ludovico Chiericati, la poetessa Maddalena Campiglia, Isabella di Savoia d’Este nella raffinata mise dipinta per lei da Pourbous.
La mostra prosegue attraverso il 1700, con l’Autoritratto di Louis Dorigny e il ritratto dell’incisore Cristoforo dell’Acqua, per giungere all’inizio del 1800 con il profilo in marmo di Ottavio Trento di Antonio Canova. L’Ottocento è rappresentato da opere del ritrattista Giovanni Busato e da sculture di Maria Scola Camerini. Il Novecento chiude la rassegna con opere di Alessandro Milesi, Achille Beltrame, Miro Gasparello, e Ubaldo Oppi. Una sezione della mostra sarà dedicata a Neri Pozza, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, con l’esposizione di un cospicuo numero di ritratti di sua mano, o appartenenti alla raccolta d’arte donata al Museo da lui e dalla moglie Lea Quaretti.
L’allestimento della mostra è basato su criteri espositivi di minimo impatto, ma di alta suggestione, ottenuta con una regia illuminotecnica di sapore teatrale che, esaltando il potere evocativo degli spazi, fa emergere dalla penombra i personaggi che, richiamati in vita da pennellate di luce, ricevono il visitatore in un incontro informale e diretto.