Ettore Spalletti – Un giorno così bianco così bianco

GAM - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - dal 26/03/2014 al 15/06/2014

GAM - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Via Magenta 31 Torino Italia
+39 0114429518
gam@fondazionetorinomusei.it

Info box

Generi: arte contemporanea, personale

Autori: Ettore Spalletti

Curatori: Danilo Eccher

Oltre 70 opere, tre musei, un solo titolo per tre mostre che nascono dal desiderio di mostrare la varietà, complessità e profondità della pratica artistica di Ettore Spalletti, maestro dell’arte contemporanea italiana.Si, il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo.
Non v’è più la cornice che delimitava lo spazio.
Togliendola il colore assume lo spazio e invade lo spazio.
E quando questa cosa riesce, è miracolosa. (Ettore Spalletti, 2006)

Roma 31 gennaio 2014. Oltre 70 opere, tre musei, un solo titolo per tre mostre che nascono dal desiderio di mostrare la varietà, complessità e profondità della pratica artistica di Ettore Spalletti, maestro dell’arte contemporanea italiana. E’ UN GIORNO COSì BIANCO, COSì BIANCO a cura di Anna Mattirolo per il MAXXI di Roma, Danilo Eccher per la GAM di Torino, Andrea Viliani e Alessandro Rabottini per il MADRE di Napoli.

La mostra apre al pubblico al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, il 13 marzo 2014 (fino al 14 settembre 2014) con un progetto caratterizzato da una grande installazione ambientale concepita appositamente per questa occasione. Alla GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dal 27 marzo (fino al 15 giugno 2014) viene invece presentata un’ampia selezione di opere provenienti dallo studio dell’artista e da importanti collezioni private, mentre al MADRE Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli dal 13 aprile (fino al 18 agosto 2014) sarà esposto un articolato excursus formato da opere sia storiche che recenti, che ripercorre tutto il percorso artistico di Spalletti, dagli esordi fino ad oggi.

Ettore Spalletti nell’arco di quarant’anni ha attraversato alcuni dei momenti più significativi della storia dell’arte internazionale, sviluppando un linguaggio originale, capace di mettere in dialogo contemporaneità e classicità. Il desiderio dell’artista è quello di toccare tre luoghi distanti tra loro, i tre musei, in un solo momento, come un’unica mostra declinata in tre sale ideali in tre città diverse. I tre percorsi espositivi sono concepiti dall’artista in stretto dialogo con gli spazi dei musei, raccontando ogni aspetto della sua opera, dalla pittura alla scultura alle installazioni ambientali, all’interno di percorsi espositivi non cronologici ma legati alla suggestione provocata dalle opere.

MAXXI
Per scelta dell’artista è la riproduzione fotografica in bianco e nero di un’opera storica che accoglie il visitatore all’ingresso della mostra al MAXXI. In una delle sue prime mostre a Pescara dal titolo E porgere, chissà da quale tempo, quanto rimane vivo (1976), l’artista aveva sostituito due pietre dell’antico pavimento del Bagno Borbonico, con due calchi in gesso di colore rosa e celeste. Per tutta la durata della mostra, l’artista sarebbe tornato a spolverare la superficie depositando il pigmento tutto intorno. La foto mostra le mani dell’artista che sembrano accarezzare una superficie polverosa.
La stessa immagine si ripete nei tre musei a legare, come un filo rosso, le tre mostre.
Sono 17 le opere che Spalletti presenta al MAXXI, una installazione unica nata dall’esigenza di confrontarsi con uno spazio architettonico fortemente caratterizzato.
Spalletti si appropria dello spazio in modo progressivo, le opere si pongono in relazione costante con l’architettura che le ospita conducendo il visitatore attraverso un’esperienza visiva avvolgente, in cui il colore attraversa lo spazio come un respiro.
Sulle pareti della sala, il colore si muove lungo tavole di grande formato come le Parole di colore grigioazzurro, Parole di colore, rosa tenue, Parole di colore, rosso azzurro tutte realizzate nel 2011, quadri in cui la pittura sembra muoversi, instabile, rarefatta.
Spalletti tocca tutti gli elementi architettonici, dal pavimento, su cui il colore si adagia come un orizzonte con Voce bassa (2014) una distesa inclinata di azzurro, alle Colonne sole (2014), grandi apparizioni, un omaggio all’architettura e alla bellezza del paesaggio italiano, fino alla centralità di una scultura assoluta, in cui il visitatore è invitato a entrare. Al centro della galleria campeggia infatti l’opera che dà il titolo al progetto delle tre mostre: Un giorno così bianco, così bianco (2014). Un volume di quattro metri per lato che contiene 11 quadri bianchi a dimostrare quanto la pittura dell’artista sconfini continuamente nella scultura e viceversa.

GAM
La mostra alla GAM di Torino si propone di ricostruire l’atmosfera dello studio di Ettore Spalletti. L’intento non è quello di riprodurre fisicamente lo spazio in sé quanto di trasmettere la poetica dell’artista ricreando l’energia che si respira in quell’ambiente.
Ettore Spalletti vive emotivamente i suoi luoghi: qui trascorre le sue giornate, e lo studio, al pari della sua casa, è a tutti gli effetti un rifugio protetto, un punto di osservazione privilegiato del mondo circostante, in cui nasce la sua personale riflessione e interpretazione dell’essenza delle cose che lo circondano. È il luogo che accoglie i pensieri da cui nascono le sue opere, fedeli compagne di vita. La convivenza con esse è continua e persistente: non si riduce al momento creativo o al lungo periodo di lavorazione durante il quale Spalletti sceglie con cura i materiali, studia e controlla la trasformazione dei pigmenti e l’effetto finale dei colori.
Le opere che popolano lo studio di Spalletti abbracciano un arco temporale molto ampio che va dagli anni ’80 ad oggi, ma convivono armoniosamente abitando lo stesso spazio fisico, in una dimensione temporale sospesa. Sono loro che accolgono l’artista ogni giorno in maniera nuova, inaspettata a seconda delle luci o della collocazione, sempre diversa, con cui l’artista le dispone nello spazio, in una costante ricerca di ordine e di equilibrio perfetto. La sintesi di tutto il lavoro di Ettore Spalletti si racchiude dunque nella dimensione magica del suo studio, luogo intimo e personale, che ricreerà negli spazi espositivi del museo.
Tra i circa 25 lavori in mostra un’opera, proveniente da una importante collezione privata belga, Coppa, 1982 e Disegno, mano libera, un disegno di 8 metri del 1981, presentato in anteprima nazionale a Torino.

MADRE
La mostra al MADRE presenta circa 40 opere che ripercorrono, occupando tutto il terzo piano del museo, l’intera articolazione della ricerca dell’artista, dagli esordi negli anni Sessanta fino alla produzione più recente. Il percorso espositivo prescinde però dall’adozione di un criterio cronologico, per restituire quell’annullamento del tempo come linearità, ovvero quella sensazione del tempo come eterno presente dell’esperienza percettiva e dei materiali, che è al centro della pratica artistica stessa di Ettore Spalletti.
Saranno in mostra opere mai esposte al pubblico, come la grande installazione-scultura Foglie del 1969 e le maquette architettoniche per progetti, sia realizzati che mai realizzati, nonchè una serie di lavori che rappresentano momenti fondativi all’interno del percorso dell’artista: Presenza stanza, 1978, dalla quale si origina il discorso centrale nella sua opera sul rapporto tra pittura e scultura inteso come articolazione del colore nello spazio; Colonna di colore, 1979, una solitaria presenza scultorea che trasforma il colore in pilastro dell’architettura; Contatto, 1976, in cui il pigmento come pulviscolo (quindi nella sua forma originaria) stabilisce con lo spazio espositivo e con lo spettatore un rapporto percettivo di natura quasi simbiotica.
La mostra, inoltre, esplora in modo approfondito la dialettica tra astrazione e figurazione quale perno formale e concettuale attorno al quale ruota tutto il lavoro dell’artista, attraverso la presenza di opere come La bella addormentata, 1975, Montagna riflessa, 1985 e Bella addormentata, Vesuvio, 1988, che dimostrano anche quanto l’esperienza del paesaggio sia un altro elemento centrale per la comprensione dell’opera dell’artista.
Un’ampia selezione di opere chiarisce, infine, l’esplorazione delle potenzialità estetiche ed espressive dei singoli materiali da sempre impiegati da Spalletti – come l’alabastro, il marmo, la foglia d’oro, la carta e il pigmento di colore puro – intesi appunto nella loro potenzialità cromatica e percettiva, come agenti in grado di aprire gli orizzonti della pittura e del nostro sguardo su di essa.

La collaborazione tra GAM, MADRE e MAXXI sarà accompagnata da una pubblicazione (Electa) realizzata su progetto dello Studio Spalletti, che ripercorre l’intera carriera dell’artista, con testi critici inediti di Carlos Basualdo, Danilo Eccher, Gabriele Guercio, Anna Mattirolo, Gloria Moure Cao, Alessandro Rabottini, Andrea Viliani.
Il catalogo includerà anche un’ampia antologia di testi che, pubblicati tra il 1991 e il 2006, ripercorrono alcuni tra i momenti più significativi della letteratura critica sull’opera di Spalletti.

Ettore Spalletti ha esposto nei principali musei del mondo, sia in mostre collettive sia personali. Oltre ad aver rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia del 1997, l’artista ha preso parte ad altre tre edizioni della stessa manifestazione nel 1982, nel 1993 e nel 1995 e a due edizioni di Documenta a Kassel nel 1982 e nel 1993. Sue mostre personali sono state allestite presso il Museum Folkwang di Essen (1983), il De Appel di Amsterdam e Portikus di Francoforte (1989), il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1991), l’IVAM di Valencia (1992), Villa Arson a Nizza (1993), la South London Gallery di Londra e il MUHKA di Anversa (1995), il Musée d’Art Contemporain de Lyon (1996), il Musée de Strasbourg e il Museo di Capodimonte di Napoli (1999), la Fundacion “la Caixa” di Madrid (2000), l’Henry Moore Institute di Leeds (2005), l’Accademia di Francia – Villa Medici a Roma (2006), il Museum Kurhaus di Kleve (2009) e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2010).

Yes, the colour, as it shifts, occupies the space and we enter.
The frame that delimited the space is no longer there.
Taking it away, the colour takes on the space and invades the space.
And when this happens, it’s miraculous.(Ettore Spalletti, 2006)

Rome, 18 February 2014. More than 70 works, three museums and a single title for three exhibitions born out of the desire to present the variety, complexity and profundity of the work of Ettore Spalletti, master of Italian contemporary art. UN GIORNO COSì BIANCO, COSì BIANCO is curated by Anna Mattirolo at MAXXI in Rome, Danilo Eccher at the GAM in Turin and Alessandro Rabottini and Andrea Villani at the MADRE in Naples.

The exhibition opens to the public at MAXXI on 13 March 2014 (through to 14 September 2014) with a project characterised by large environmental installations conceived specifically for the occasion and a series of works created over the last few years.A broad selection of works from the artist’s studio and major private collections will instead be presented at the GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea in Turin from 27 March (through to 15 June 2014), while the MADRE Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina in Naples will be presenting an extensive retrospective of Spalletti’s work from his debut through to the present (from 13 April to 18 August 2014).

Over the course of 40 years, Ettore Spalletti has traversed some of the most significant episodes in the history of international art, developing an original idiom capable of establishing a dialogue between contemporaneity and classicism.The three exhibitions, conceived by the artist in close dialogue with the museum spaces, recount every aspect of his work, from painting to sculpture and through to environmental installations, set within non-chronological configurations that are instead open to the suggestions of the works themselves.

MAXXI
At the artist’s behest a black and white photographic reproduction of a historic work welcomes visitors at the entrance to the MAXXI exhibition. In one of his first exhibitions in Pescara entitled E porgere, chissà da quale tempo, quanto rimane vivo (1976), the artist had replaced two stones of the old paving of the Bagno Borbonico with two plaster casts in pink and blue. For the duration of the exhibition the artist returned to dust the surface, depositing the pigment all around. The photo shows the hands of the artist seemingly caressing a dusty surface.
The same image is repeated in the three museums as a fil rouge linking the three exhibitions.
Spalletti is presenting 17 works at MAXXI, a unique installation born out of the need to tackle a strongly characterized architectural space.
He appropriates the space progressively, with the works standing in a constant relationship with the architecture that houses them, leading the visitor through a beguiling visual experience in which colour traverses the space like a breath.
On the walls of the room, the colour moves across large format panels like the Words of colour grey-blue, Words of colour, pale pink, Words of colour red-blue, all completed in 2011, works in which the paint seems to move, instable, rarefied.
Spalletti touches all the architectural elements, from the floor, on which the colour rests like a horizon with Low voice (2014), an inclined expanse of azure, to the Single columns (2014), great apparitions, a tribute to the architecture and the beauty of the Italian landscape, through to the centrality of an absolute sculpture which the visitor is invited to enter.At the centre of the gallery stands in fact the work that lends its title to the triple exhibition project:A day so white, so white (2014). A volume four metres per side that contains 11 white pictures demonstrating that the artist’s painting continually verges on sculpture and vice versa.

GAM
The exhibition at the GAM in Turin represents an attempt to reconstruct the atmosphere of Ettore Spalletti’s studio.The intent is not that of physically reproducing the space as much a transmitting the artist’s poetic, recreating the energy one breathes in that environment.
Ettore Spalletti experiences his spaces emotively:here he spends his days and the studio, like his home, is in effect a protected refuge, a privileged point of observation over the surrounding world, in which his personal reflection on and interpretation of the essence of the things that surround him is born.It is the place that collects the thoughts from which his works, his life’s faithful companions, are born.His co-existence with them is continual and persistent:it is not reduced to the creative moment or the long period of gestation during which Spalletti carefully chooses his materials, studies and controls the transformation of the pigments and the final effect of the colours.
The works that populate Spalletti’s studio embrace a broad period from the 1980s to the present, but harmoniously inhabit the same physical space in a suspended temporal dimension.It is they that welcome the artist every day in a new unexpected way depending on the light or the ever-different positions in which the artist arranges them within the space, in a constant search for order and perfect equilibrium.The synthesis of Ettore Spalletti’s entire output is therefore enclosed in the magical dimension of his studio, an intimate and personal space which the GAM will attempt to recreate in the museum’s Exhibition Area.
Among the 25 works on show will be two previously unseen pieces by the artist:Cup, 1982, part of an important Belgian collection and exhibited in Italy for the first time and Drawing, freehand, an eight-metre drawing from 1981, the longest ever realised by Spalletti and presented for the first time in Italy in Turin.

MADRE
The exhibition at the MADRE presents over 40 works that, occupying the whole of the museum’s third floor, trace the full extent of the artist’s research, from his debut in the 1960s to the most recent pieces.The exhibition avoids adopting chronological configuration in order to recreate that annulment of linear time, that sensation of time as an eternal present of perceptive experience and materials which lies at the heart of Ettore Spalletti’s artistic practice.
Works never previously shown to the public will be exhibited, including the large installation-sculpture Leaves from 1969, the architectural maquettes for projects both realised and never executed, along with a series of works representing fundamental moments within the artist’s career:Presence Room (1978), out which was born the central discourse of his work on the relationship between painting and sculpture understood as an articulation of colour in space; Column of Colour (1979) a solitary sculptural presence that transform colour into an architectural pillar; Contact (1976) in which pigment as powder (and therefore in its original form) establishes with the exhibition space and the spectator a perceptive relationship of an almost symbiotic nature.
The exhibition also carefully explores the dialectic between abstraction and figuration as the formal and conceptual pivot around which the artist’s entire oeuvre revolves, through the presence of works such as Sleeping Beauty from 1975, Reflected Mountain from 1985 and Sleeping Beauty, Vesuvius from 1988, which also demonstrate how the experience of landscape is another key element in an understanding of the artist’s work.
A broad selection of works lastly clarifies the exploration of the aesthetic and expressive potentials of the individual materials always used by Spalletti – alabaster, marble, goldleaf, paper and pure pigments – understood in their chromatic and perceptive potential as agents capable of opening the horizons of painting and our observation of it.

The collaboration between GAM, MADRE and MAXXI will be accompanied by a catalogue (Electa) edited by Alessandro Rabottini that will cover the artist’s entire career, with previously unpublished critical texts by Carlos Basualdo, Danilo Eccher, Gabriele Guercio, Anna Mattirolo, Gloria Moure Cao, Alessandro Rabottini and Andrea Viliani.The catalogue will also feature an extensive anthology of texts published between 1991 and 2006 comprising much of the most significant criticism of Spalletti’s work.

Ettore Spalletti has exhibited in the world’s leading museums, both in group and solo shows.As well as having represented Italy at the Venice Biennale in 1997, the artist has also participated in a further three editions of the Biennale in 1982, 1993 and 1995 as well as two editions of Documenta in Kassel in 1982 and 1993. His solo shows have been staged in the Museum Folkwang, Essen (1983), the De Appel, Amsterdam and the Portikus, Frankfurt (1989), the Muséed’ArtModerne de la Ville de Paris (1991), the IVAM, Valencia (1992), Villa Arson, Nice (1993), the South London Gallery and MUHKA, Antwerp (1995), the Muséed’ArtContemporain de Lyon (1996), Musée de Strasbourg and the Museo di Capodimonte (1999), the Fundacion “la Caixa”, Madrid (2000), the Henry Moore Institute, Leeds (2005), the Accademia di Francia – Villa Medici, Rome (2006), the Museum Kurhaus, Kleve (2009) and the Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Rome (2010).

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