Francesco Guardi 1712-1793

MUSEO CORRER - dal 27/09/2012 al 17/02/2013

MUSEO CORRER

San Marco 52 Venezia Italia
+39 0412405211
info@fmcvenezia.it

Info box

Generi: arte antica, personale

Autori: Francesco Guardi

Curatori: Alberto Craievich, Filippo Pedrocco

In occasione del terzo centenario della nascita di Francesco Guardi (1712 – 2012), la Fondazione Musei Civici di Venezia dedica un’ampia retrospettiva che testimonia – con una ricchezza di prestiti mai vista in precedenza e con opere in alcuni casi per la prima volta esposte insieme – la lunga e complessa parabola artistica di uno degli ultimi grandi maestri della pittura veneta.In occasione del terzo centenario della nascita di Francesco Guardi (1712 – 2012), la Fondazione Musei Civici di Venezia dedica un’ampia retrospettiva che testimonia – con una ricchezza di prestiti mai vista in precedenza e con opere in alcuni casi per la prima volta esposte insieme – la lunga e complessa parabola artistica di uno degli ultimi grandi maestri della pittura veneta.

A cura di Alberto Craievich e Filippo Pedrocco, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, la mostra – posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana – è allestita nelle sale espositive al secondo piano del Museo Correr dal 29 settembre 2012 al 6 gennaio 2013 e si suddivide in cinque sezioni che ripercorrono l’evoluzione del percorso artistico di Guardi e allo stesso tempo documentano i diversi generi in cui il grande artista si è cimentato.

Un itinerario insieme cronologico e tematico che si sviluppa attraverso centoventuno opere, tra dipinti e disegni, scelte per il loro particolare valore qualitativo e storico, all’interno di un corpus assai vasto ed eterogeneo che va dalle opere giovanili di figura, ispirate alla pittura di costume, ai dipinti sacri e alle prime vedute, dai paesaggi e capricci, in cui risalta la sua originalità rispetto agli altri maestri veneti, alle tele che immortalano le feste e le cerimonie della Serenissima, fino alle splendide vedute di Venezia degli anni della maturità, dove il suo stile personalissimo si fa sempre più libero e allusivo.

Prodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con 24 ORE cultura – Gruppo 24 ORE, con il sostegno di Fondazione Antonveneta e con la partecipazione della Fondazione Ermitage Italia e della Provincia Autonoma di Trento – che dal 6 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013 presenta al Castello del Buonconsiglio un approfondimento tematico sulle opere giovanili dell’artista, dal titolo “Francesco Guardi nella terra degli avi. Dipinti di figura e capricci floreali” – la mostra si realizza grazie al generoso contributo delle più importanti istituzioni museali italiane ed estere. Tra queste l’Accademia Carrara di Bergamo, la Gemäldegalerie di Berlino, il Museum of Fine Arts di Boston, la Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona, la National Gallery di Londra, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Pinacoteca di Brera e il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Alte Pinakothek di Monaco, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, l’Ermitage di San Pietroburgo, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e la National Gallery di Washington.

Al comitato scientifico della mostra hanno preso parte i maggiori studiosi della pittura veneziana del Settecento; il catalogo, edito da Skira, è a cura di Alberto Craievich e Filippo Pedrocco.
Allestimento a cura degli architetti Caruso – Torricella, Milano.

A latere della mostra è inoltre organizzato un ciclo di conferenze a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano – sei appuntamenti, di martedì, alle 18 dal 25 settembre all’11 dicembre – in cui alcuni dei maggiori esperti della storia di Venezia nel Settecento, affiancati da attori che leggeranno testi e documenti storici relativi alle vicende trattate, offriranno un affresco vivace e al tempo stesso rigoroso della Venezia in cui visse e operò Francesco Guardi.

Francesco Guardi
1712 – 1793

La formazione di Francesco Guardi avviene all’interno di una modesta bottega a conduzione familiare, dove tutti sono pittori, dal padre Domenico ai fratelli Antonio e Nicolò. Nessuno sarà in grado di raggiungere in vita, se non il successo, almeno una certa agiatezza. Dopo la morte nel 1793, su Francesco Guardi cade l’oblio.
La sua riscoperta avviene in Francia alla metà dell’Ottocento, assieme alla generale rivalutazione del rococò. Il successo è improvviso quanto straordinario, tanto da sovvertire agli occhi dei critici e dei collezionisti il consolidato rapporto gerarchico nei confronti di Canaletto. Non a caso Francesco Guardi sarà il primo artista veneziano del Settecento ad avere una propria monografia di valore scientifico.
Negli anni successivi si susseguono i contributi e scoppiano le polemiche: è la famosa querelle guardesca che culmina con la celebre mostra curata da Pietro Zampetti a Palazzo Grassi nel 1965, dove il dibattito sulla distinzione delle opere eseguite da Francesco e dal fratello maggiore Antonio tocca il suo vertice. Da allora Francesco Guardi è diventato una presenza stabile nel pantheon dell’arte veneziana, che al successo presso la critica coniuga quello del pubblico e dei collezionisti, come testimoniano le recenti quotazioni raggiunte da alcuni dei suoi dipinti, quasi dei record per la pittura antica.

La mostra
La prima parte della mostra è incentrata sulla produzione di opere di figura, in particolare quelle scene di vita contemporanea ispirate alla pittura di costume in cui allora primeggiava Pietro Longhi. Si tratta del Ridotto e del Parlatorio delle monache di San Zaccaria ora a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano, vere e proprie immagini simbolo del Settecento veneziano, messe a confronto con un dipinto finora mai presentato al pubblico come il Ridotto Rothschild. Accanto a queste opere profane Francesco Guardi realizza, lungo tutto l’arco della sua carriera, numerosi dipinti sacri. Una produzione spesso discontinua, che in alcuni casi però tocca valori esecutivi di alto livello, quale, tra le opere presenti in mostra, il Miracolo di san Gonzalo del Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Solo verso i quarant’anni, e con alle spalle una non esaltante carriera di figurista, Guardi comincia a realizzare le prime vedute, probabilmente nel tentativo di agganciare il lucroso mercato dei visitatori stranieri, orfano in quegli anni di Canaletto, allora trasferitosi in Inghilterra. Non è nota con certezza la data d’inizio di questi lavori, forse attorno al 1755. Si tratta di dipinti ancora acerbi, che ricalcano le composizioni di Canaletto e Marieschi e dove la stesura pittorica è fluida e controllata, ancora lontana da quella frizzante e stenografica che lo renderà celebre. Dal punto di vista filologico si tratta della sezione forse più interessante della mostra che consente di confrontare un cospicuo numero di opere mai viste assieme e quindi di verificare le proposte cronologiche fin qui avanzate dagli studi. Questa fase sperimentale, che si può circoscrivere in poco più di un decennio, è chiusa da dipinti quali la Piazza di San Marco della National Gallery di Londra oppure nel grande Bacino di San Marco del Metropolitan Museum di New York dove la sua vena singolare emerge nelle figure costruite con spumeggianti impasti di colore che rivelano un timbro cromatico vivacissimo.

Si è voluto riunire in un gruppo a se stante i paesaggi ed i capricci, seppure siano collocabili lungo tutto il suo iter professionale, così da evidenziare la sua originalità in questo campo rispetto agli altri maestri veneti. Ancora una volta la sua fonte di ispirazione è data da incisioni o dipinti altrui che il suo occhio, simile alla lente distorta di un caleidoscopio, rielabora, presentando all’osservatore composizioni divenute originali e autonome, rese uniche da valori esecutivi di straordinaria delicatezza.

Francesco Guardi
1712 – 1793

VENEZIA AI TEMPI DI GUARDI
Occhi indiscreti tra calli, botteghe, palazzi
Ciclo di conferenze intorno alla mostra
25 settembre – 11 dicembre 2012

Ca’ Rezzonico. Museo del Settecento veneziano
Salone da Ballo, ore 18

Ingresso su invito fino a esaurimento dei posti disponibili

Raccontare la storia attraverso “le storie”, dar voce alle infinite vicende nascoste nelle carte d’archivio per addentrarsi nelle calli, nelle botteghe, nei palazzi e, offrire, attraverso il piacere della narrazione, un affresco vivace e, al tempo stesso, rigoroso della Venezia in cui visse e operò Francesco Guardi.
E’ questa l’idea che ha ispirato la rassegna proposta in occasione della mostra “Francesco Guardi 1712-1793”, curata da alcuni dei maggiori esperti della storia di Venezia nel Settecento.
Protagonisti degli incontri saranno persone e vicende poco note ai non specialisti, ma non per questo meno importanti per cogliere aspetti fondamentali della società veneziana dell’epoca, quali gli scontri e le tensioni all’interno delle famiglie aristocratiche, la formazione del dissenso politico e culturale, la circolazione di idee eterodosse, la costruzione di nuovi discorsi e pratiche dell’amore e dei sentimenti, le forme di socialità, la percezione della crisi che investiva la Repubblica.
La prospettiva prevalente sarà quella della vita privata, che spesso contraddiceva e minava la visione ufficiale e ortodossa che Venezia offriva di sé. Ne emerge nel complesso un quadro inedito e sorprendente della società e della vita veneziana ai tempi di Guardi. Le conferenze saranno affiancate dall’intervento di attori, che leggeranno testi e documenti storici relativi alle vicende trattate.

PROGRAMMA:

Martedì 25 settembre, ore 18
Renzo Derosas
Vizi privati e pubbliche virtù.
I “panni sporchi” della famiglia Foscarini
Con letture di Alessandro Bressanello

Martedì 9 ottobre, ore 18
Tiziana Plebani
La forza dei sentimenti. Amori contrastati, fughe e matrimoni clandestini
Con letture di Margherita Stevanato e Alessandro Bressanello

Martedì 30 ottobre, ore 18
Daria Perocco
Al di qua e al di là della grata. Storie di monache veneziane
Con letture di Margherita Stevanato

Martedì 6 novembre, ore 18
Mario Infelise
Le disavventure di un libraio giacobino. Vincenzo Antonio Formaleoni tra Venezia e Parigi
Con letture di Alessandro Bressanello

Martedì 27 novembre, ore 18
Federico Barbierato
L’inquisitore e il cappellaio. Libri proibiti. massoni e libertini fra botteghe, campi e tribunali
Con letture di Alessandro Bressanello

Martedì 11 dicembre, ore 18
Dorit Raines
“Sta notte no semo sicuri né anche nel nostro letto”. Gli ultimi giorni della Repubblica di Venezia
Con letture di Alessandro Bressanello