Give Me Yesterday

FONDAZIONE PRADA OSSERVATORIO - dal 20/12/2016 al 12/03/2017

FONDAZIONE PRADA OSSERVATORIO

Piazza del Duomo, 20123 Galleria Vittorio Emanuele II Milano Italia
+39 0256662634
info@fondazioneprada.org

Info box

Generi: fotografia, inaugurazione, collettiva

Autori: Ryan McGinley, Antonio Rovaldi, Irene Fenara , Joanna Piotrowska, Melanie Bonajo, Kenta Cobayashi, Tomé Duarte, Lebohang Kganye, Vendula Knopová, Leigh Ledare, Wen Ling, Izumi Miyazaki, Greg Reynolds, Maurice van Es

Curatori: Francesco Zanot

Fondazione Prada apre Osservatorio, un nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, con la mostra Give Me Yesterday.Fondazione Prada apre Osservatorio, un nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano dal 21 dicembre 2016.

Osservatorio sarà un luogo di esplorazione e indagine delle tendenze e delle espressioni della fotografia contemporanea, della costante evoluzione del medium e delle sue connessioni con altre discipline e realtà creative. In un momento storico in cui la fotografia è parte integrante del globale flusso di comunicazione digitale, Fondazione Prada, attraverso le attività di Osservatorio, si interroga su quali siano le implicazioni culturali e sociali della produzione fotografica attuale e della sua ricezione. Si estende così il repertorio di modalità e strumenti con i quali la Fondazione interpreta e si relaziona con il presente.

Ospitato al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali, Osservatorio si trova al di sopra dell’ottagono, al livello della cupola in vetro e ferro che copre la Galleria realizzata da Giuseppe Mengoni tra il 1865 e il 1867. Gli ambienti, ricostruiti nel secondo dopoguerra a seguito dei bombardamenti che hanno colpito il centro di Milano nel 1943, sono stati sottoposti a un restauro che ha reso disponibile una superficie espositiva di 800 m2 sviluppata su due livelli.

La programmazione di Osservatorio si aprirà con la mostra “Give Me Yesterday”, a cura di Francesco Zanot, che si svolgerà dal 21 dicembre 2016 al 12 marzo 2017. In un percorso che comprende più di 50 lavori di 14 autori italiani e internazionali (Melanie Bonajo, Kenta Cobayashi, Tomé Duarte, Irene Fenara, Lebohang Kganye, Vendula Knopová, Leigh Ledare, Wen Ling, Ryan McGinley, Izumi Miyazaki, Joanna Piotrowska, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi, Maurice van Es), il progetto esplora l’uso della fotografia come diario personale in un arco di tempo che va dall’inizio degli anni Duemila a oggi.

In un contesto caratterizzato dalla presenza pervasiva di dispositivi fotografici e da una circolazione ininterrotta di immagini prodotte e condivise grazie alle piattaforme digitali, una generazione di giovani artisti ha trasformato il diario fotografico in uno strumento di messa in scena della propria quotidianità e dei rituali della vita intima e personale. Consapevoli delle ricerche di autori come Nan Goldin e Larry Clark negli Stati Uniti o Richard Billingham e Wolfgang Tillmans in Europa, i fotografi presentati in “Give Me Yesterday” sostituiscono l’immediatezza e la spontaneità dello stile documentario con un controllo estremo dello sguardo di chi osserva ed è osservato. Creano così un nuovo diario nel quale si confonde la fotografia istantanea con quella allestita, si imita la catalogazione ripetitiva del web e si usa la componente performativa delle immagini per affermare un’identità individuale o collettiva.

“Give Me Yesterday,” curated by Francesco Zanot, will inaugurate the program of Osservatorio, Fondazione Prada’s new exhibition space located in Galleria Vittorio Emanuele II in Milan and dedicated to photography and visual languages.

The show includes works by 14 Italian and international artists (Melanie Bonajo, Kenta Cobayashi, Tomé Duarte, Irene Fenara, Lebohang Kganye, Vendula Knopova, Leigh Ledare, Wen Ling, Ryan McGinley, Izumi Miyazaki, Joanna Piotrowska, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi, Maurice van Es), and explores the use of photography as a personal diary over a period of time ranging from the early 2000s through today.

In a context characterized by the pervasive presence of photography devices and an uninterrupted circulation of images produced and shared through digital platforms, a generation of young artists has transformed the photographic diary into an instrument
to focus on their own daily lives and intimate, personal rituals. Familiar with work by artists such as Nan Goldin and Larry Clark in the United States, or Richard Billingham and Wolfgang Tillmans in Europe, the photographs presented in “Give Me Yesterday” turn the immediacy and spontaneity of documentary style into an extreme control over the gaze of those who observe and are observed. This creates a new diary in which instant photography is mixed with exhibition photography, imitating the repetitive cataloguing of the internet and employing the performative component of images to affirm individual or collective identities.

Articulated over both levels of the Osservatorio, the exhibition opens with a series of projects that lay the foundation of the “new photo diary,” realized during the first part of the period taken into consideration: images by Ryan McGinley combine naturalness with staged settings, originating an unprecedented typology of personal documentary; using a similar approach, Leigh Ledare blends the codes of snapshot and posed portrait in a series dedicated to his mother; Wen Ling—who created the first Chinese photoblog in 2001—utilizes the internet’s enormous potential to transform minimal, banal gestures into public events posted in real time. On the same floor, more recent works by Maurice van Es and Vendula Knopová are descendants of a well-known precedent: the ready-made. In both cases the artists’ mothers supply the initial material: for van Es these are ordered piles of household objects; for Knopová, a hard-disk filled with family photographs.

The second section of the exhibition, set up on the upper floor, presents works in which intentionality is even more evident, establishing itself as one of the key characteristics of this line of research, which superimposes a well-thoughtout structural and conceptual framework over spontaneity and detailing the everyday. The works are joined by the application of a modular, repetitive and partly scientific method (Irene Fenara, Joanna Piotrowska, Antonio Rovaldi), the use of archival material to jumpstart a process of rereading and actualization (Lebohang Kganye, Greg Reynolds), a combination of reality and digital manipulation (Kenta Cobayashi), all the way to a vast proliferation of the self-portrait, the backbone of imagination in social networks, to which an entire wall has been dedicated (Melanie Bonajo, Tomé Duarte, Izumi Miyazaki).