Gli anni del Male 1978-1982

WEGIL - dal 25/10/2019 al 02/02/2020

WEGIL

Largo Ascianghi 5 Roma Italia
+39 0651681900

Info box

Generi:fumetti

Autori: Ferdinando Scianna, Tiziano, Peter Paul Rubens, Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Eugène Delacroix , Gustave Courbet, Marc Chagall, Joan Miró , Francis Bacon, Lucian Freud, Andy Warhol , Andy Warhol , Filippo De Pisis, Pierre-Auguste Renoir, Paul Gauguin, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Claude Monet, Paul Signac, Gustave Caillebotte, Berthe Morisot, Alfred Sisley, Antonio Canova, Medardo Rosso , Frida Kahlo, Man Ray, Pierre-Auguste Renoir, Pablo Picasso, Edgar Degas, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Paul Cézanne, Claude Monet, Édouard Manet, Isadora Duncan, Katsushika Hokusai, Utagawa Hiroshige, Kawase Hasui, Orazio Gentileschi, Mimmo Paladino, Alberto Giacometti, Luigi Ontani, David LaChapelle, Bruno Munari, Alexander Calder, Paul McCarthy, Venturino Venturi , Correggio, Lorenzo Lotto, Tiziano, Giorgione, Tintoretto, Jacopo Bassano, Giovanni Antonio Pordenone, Salvador Dalì, Antonio Canova, Bertel Thorvaldsen

Curatori: Denis Curti, Paola Bergna, Alberto Bianda, Ben van Beneden, Alain Tapié, Sylvain Bellenger, Elena Crippa, Matteo Bellenghi, Pier Giovanni Castagnoli, Matteo Fochessati, Gianni Franzone, Claire Durand-Ruel, Francesco Stocchi, Ada Masoero, Eleonora Acerbi , Gianna A. Mina, Rossella Menegazzo, Hans Bjarne Thomsen, Walter Guadagnini, Giangavino Pazzola, Megan Fontanella, Carlo Sisi , Maria Flora Giubilei, Rossella Menegazzo, Sarah E. Thompson, Mario Marubbi , Matteo Bianchi , Lucia Fiaschi, Vittorio Sgarbi, Caterina Furlan, Alice Devecchi, Fernando Mazzocca, Stefano Grandesso

Quando la satira è diventata realtà ripercorre i cinque anni di vita del più importante fenomeno della satira italiana del dopoguerra. Al WeGil, l’hub culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, visto il successo di pubblico, a grande richiesta viene prorogata al 2 febbraio 2020 la chiusura della mostra Gli anni del MALE 1978 – 1982. Quando la satira è diventata realtà che ripercorre i cinque anni di vita del più importante fenomeno della satira italiana del dopoguerra. L’esposizione è promossa dalla Regione Lazio e organizzata da Manafilm srl in collaborazione con LAZIOcrea, a cura di Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini in collaborazione con Vincino Gallo. Ha ottenuto il patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana ed è stata realizzata in collaborazione con Rai Teche, Luce Cinecittà e Radio Radicale.

“Il Male” è stato la quintessenza del giornale cartaceo: coloratissimo, smontabile e rimontabile a seconda degli usi che venivano suggeriti ai lettori e ai giornalai (il più famoso era la metamorfosi in un altro giornale di cui veniva falsificata la testata). Un giornale da esposizione, che i giornalai appendevano nelle edicole e che i lettori mettevano in mostra per far cadere gli amici nella trappola dell’evento falso architettato dalla redazione. Un giornale ideato e realizzato da uno straordinario gruppo di disegnatori, scrittori e grafici: i disegnatori: Vincino, Angese, Alain Denis, Jacopo Fo, Cinzia Leone, Roberto Perini, Giuliano Rossetti, Enzo Sferra, Carlo Zaccagnini (Carlo Cagni). Gli scrittori: Mario Canale, Piero Lo Sardo, Angelo Pasquini, Sergio Saviane, Alessandro Schwed (Jiga Melik), Vincenzo Sparagna. I disegnatori di Cannibale, poi diventati collaboratori organici del Male: Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Stefano Tamburini. I grafici: Marcello Borsetti, Giovanna Caronia, Francesca Costantini, Cinzia Leone, Francoise Perrot. Lo specialista dei collage fotografici, Francesco Cascioli. I fotografi: Sandro Giustibelli, Gianni Morbioli, Sandro Palombi.

Il MALE è stato anche lo specchio di un’epoca straordinaria per l’Italia, un’epoca di grande creatività ma allo stesso tempo di eventi terribili che hanno segnato il lavoro satirico del giornale: gli Anni di piombo tra le BR e l’omicidio Moro, il terrorismo nero, gli attentati, gli omicidi di stato, il delitto Pecorelli, la mafia, Andreotti, Sindona, Ambrosoli e la P2.

Il percorso della mostra inizia con le gigantografie dei “falsi” – veri antesignani delle attuali fake news. Riproducendo fedelmente la grafica dei più noti quotidiani dell’epoca, gli autori del MALE intervenivano sull’attualità politica e sociale, in un vertiginoso rovesciamento della realtà, con titoli altisonanti e testi provocatori. Quei falsi dissacranti, assieme a disegni per l’epoca altrettanto scandalosi, hanno reso famoso il giornale, ma hanno causato anche denunce e processi: il MALE è stato forse il periodico più denunciato e sequestrato dal dopoguerra.

La mostra racconta anche i famosi happening de Il MALE attraverso foto, video di repertorio e l’esposizione del “busto di Andreotti”, eseguito in marmo da un abile artigiano su disegno di Angese e di Vincino. Alcune colossali caricature d’autore introducono a una lunga carrellata dei temi principali sui quali si è esercitata la satira corrosiva del MALE, dalla politica, alla religione, al sesso. In questa sezione è ospitata anche una ricca raccolta di disegni originali. Infine, una riproduzione della redazione fa rivivere l’atmosfera viva del giornale, come se un’animata riunione fosse da poco terminata, tra macchine da scrivere, fogli accartocciati, pennarelli, portacenere colmi e pezzi di pizza, e l’ultimo ad uscire avesse appena spento la luce.