Gli Arredi della Casa di Giuio Polibio

PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI - dal 23/12/2019 al 23/01/2020

PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI

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Generi:archeologia

Autori: Mimmo Paladino, Piero della Francesca, Ferdinando Scianna, Tiziano, Peter Paul Rubens, Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Eugène Delacroix , Gustave Courbet, Marc Chagall, Joan Miró , Francis Bacon, Lucian Freud, Andy Warhol , Andy Warhol , Filippo De Pisis, Marc Chagall, Natalia Goncharova, Vassily Kandinsky, Pierre-Auguste Renoir, Paul Gauguin, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Claude Monet, Paul Signac, Gustave Caillebotte, Berthe Morisot, Alfred Sisley, Antonio Canova, Medardo Rosso , Fernando Botero, Frida Kahlo, Man Ray, Pierre-Auguste Renoir, Pablo Picasso, Edgar Degas, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Paul Cézanne, Claude Monet, Édouard Manet, Isadora Duncan, Katsushika Hokusai, Utagawa Hiroshige, Kawase Hasui, Orazio Gentileschi, Mimmo Paladino, Alberto Giacometti, Luigi Ontani, David LaChapelle, Bruno Munari, Alexander Calder, Paul McCarthy, Venturino Venturi , Correggio, Lorenzo Lotto, Tiziano, Giorgione, Tintoretto, Jacopo Bassano, Giovanni Antonio Pordenone, Salvador Dalì, Antonio Canova, Bertel Thorvaldsen, Douglas Kirkland , Edgar Degas, Vincent Van Gogh, Claude Monet, Amedeo Modigliani, Alfred Hitchcock , Paul Gauguin, Alberto Giacometti, Marc Chagall, Vassily Kandinsky, Olivo Barbieri, Oliviero Toscani, Michelangelo Buonarroti, Banksy, Pietro Aretino, Albrecht Dürer, Edward Quinn, Paul Gauguin, Giuseppe De Nittis, Tintoretto, Emilio Vedova, Michelangelo Merisi da Caravaggio, Jacques-Louis David , Giovanni Boldini, Rembrandt, Leonardo da Vinci, Andrea Mantegna, Piero Pizzi Cannella, Letizia Battaglia , Michelangelo Merisi da Caravaggio, Albrecht Dürer, Maurits Cornelis Escher, Joan Miró

Curatori: Valerio Terraroli, Katy Spurrell , Denis Curti, Paola Bergna, Alberto Bianda, Ben van Beneden, Alain Tapié, Gražina Subelytė, Karole P. B. Vail, Sylvain Bellenger, Elena Crippa, Matteo Bellenghi, Francesco Parisi, Pier Giovanni Castagnoli, Silvia Burini , Giuseppe Barbieri, Alessia Cavallaro, Matteo Fochessati, Gianni Franzone, Claire Durand-Ruel, Francesco Stocchi, Ada Masoero, Eleonora Acerbi , Gianna A. Mina, Rossella Menegazzo, Hans Bjarne Thomsen, Walter Guadagnini, Giangavino Pazzola, Megan Fontanella, Matteo Stefanelli, Carlo Sisi , Maria Flora Giubilei, Rossella Menegazzo, Sarah E. Thompson, Mario Marubbi , Matteo Bianchi , Lucia Fiaschi, Vittorio Sgarbi, Caterina Furlan, Alice Devecchi, Fernando Mazzocca, Stefano Grandesso, Colleen Yarger, Claudio Paolinelli, Timothy Wilson, Harald Theil , Marc Restellini, Jean-Luc Martinez , Elisabeth Le Breton, Nicoletta Boschiero , Duccio Dogheria, Gianni Canova, Giuseppe Frazzetto, Vincenzo Sanfo, Giacomo Fanale, Daniela Arionte, Marco Goldin, Alberto Fiz, Alessandro Cecchi, Gianni Bono, Valerio Dehò, Gianluca Marziani, Stefano Antonelli, Acoris Andipa, Alberto Bruschi, Matteo Ceriana, Anna Bisceglia, Paolo Procaccioli, Maria Luisa Pacelli , Barbara Guidi , Hélène Pinet, Germano Celant, Fernando Mazzocca, Maria Luisa Pacelli , Barbara Guidi , Vincenzo Farinella , Sandrina Bandera, Howard Burns, Claudia Gioia, Carlo Francini, Valentina Zucchi, Rita Iacopino , Nadia Bastogi, Diego Galizzi, Pierluigi Leone de Castris, Federico Giudiceandrea, Bruno Corà

Il racconto di una famiglia, di un personaggio pubblico, di individui strappati alla vita. Le loro abitudini, il vezzo e il desiderio di mostrare la propria ricchezza, attraverso il lusso negli arredi e negli oggetti di vita quotidiana.Il racconto di una famiglia, di un personaggio pubblico, di individui strappati alla vita. Le loro abitudini, il vezzo e il desiderio di mostrare la propria ricchezza, attraverso il lusso negli arredi e negli oggetti di vita quotidiana. Così attraverso la mostra Gli Arredi della Casa di Giuio Polibio, allestita dal 23 dicembre al piano superiore dell’Antiquarium di Pompei, con i numerosi reperti rivenuti nella dimora, ci si immette in quella che doveva essere la vita di una ricca famiglia pompeiana, quella di Giulio Polibio.

Oltre 70 oggetti, tra lucerne, porta lucerne, bruciaprofumi, vasellame per la cottura degli alimenti (pentole per bollire, tegami per friggere, olle per la bollitura di focacce e verdure), coppe per banchetti e bottiglie in vetro, scaldavivande, candelabri, un anello con sigillo in bronzo con il nome di C.IVLI PHILIPPI, forse il vero proprietario della casa, il calco perfetto di un cesto in vimini, un salvadanaio in terracotta, dadi da gioco e altro ancora.

Ma anche il tentativo di dare un aspetto agli abitanti della casa, raccontato attraverso i volti ricostruiti di 3 delle vittime rinvenute. Il viso di una ragazza di meno di 20 anni, agli ultimi mesi di gravidanza al momento dell’eruzione, quello di un uomo adulto tra i 25 e i 35 anni e quello di un uomo anziano, intorno ai 60 anni di età.

Una ricostruzione facciale, effettuata partendo dai crani dei tre sfortunati, pioneristica per l’epoca in cui fu realizzata (anni ‘70). La ricostruzione consistette nell’applicare sul modello in scala 1.1 del cranio, strati di plastilina dello spessore corrispondente a quello della muscolatura standard. Vennero in seguito effettuate ulteriori indagini sul DNA degli individui, portando a stabilire alcuni legami di parentela.

Gli antropologi fisici Maciej e Renata Henneberg identificarono 13 individui: 3 maschi adulti, 3 femmine adulte, 6 subadulti e un feto negli ultimi mesi di vita intrauterina.

La grande casa di Giulio Polibio, con la sua severa facciata su Via dell’Abbondanza, fu costruita tra il III e il II sec. a.C., con una planimetria unica rispetto a quella della maggior parte delle case presenti a Pompei. La casa è legata al nome di Giulio Polibio, un discendente di un liberto della Gens Iulia, la famiglia dell’imperatore Augusto, che appare nelle iscrizioni elettorali dipinte sulla facciata della casa, che lo raccomandano come duoviro della città.
Le bellissime pitture in I stile, il pavimento in ciottoli di fiume, l’impluvio in cocciopesto dell’atrio e la “collezione” di bronzi antichi rinvenuti nel triclinio, erano volutamente ostentate, quasi a far parte di un programma politico con cui Polibio mirava ad entrare nella vecchia classe dirigente pompeiana.
L’atrio è seguito da un ambiente chiuso con una porta dipinta che maschera una porta preesistente, relativa ad una fase precedente della casa. Vicino alla porta si trova un cumulo di calce che testimonia i lavori di restauro in corso al momento dell’eruzione nel 79 d.C. Un peristilio, con alberi da frutto e arbusti, costituiva l’elemento di raccordo tra questa parte della casa e i principali ambienti di rappresentanza come il grande triclinio con affreschi del supplizio di Dirce. Il desiderio del proprietario della casa di mostrare all’ospite la propria ricchezza e raffinatezza si può notare in alcuni oggetti rinvenuti, che dovevano suscitare stupore nel visitatore: una statua bronzea di Apollo, un cratere con raffigurazioni mitologiche e una grande brocca bronzea greca databile al V secolo a.C., oggetto d’antiquariato.

La facciata della casa fu scavata da Vittorio Spinazzola tra il 1912 e il 1913; l’intera abitazione fu indagata tra il 1964 e il 1970 con un approccio multidisciplinare.​

Foto del Parco Archeologico di Pompei

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