Il Sosia. Artisti e Collezioni Private

GALLERIA CIVICA - dal 29/05/2015 al 11/10/2015

GALLERIA CIVICA

via Belenzani, 44 38122 Trento Italia
civica@mart.trento.it

Info box

Generi: arte contemporanea, collettiva

Autori: Luca Vitone, Eva Marisaldi , Adrian Paci, Marzia Migliora , Michael Fliri, Luca Coser, Alice Ronchi, Giacomo Raffaelli

Curatori: Federico Mazzonelli

Otto artisti, scelti tra i più significativi nel panorama nazionale, si confrontano con alcune opere d’arte moderna e contemporanea provenienti da prestigiose collezioni private. Otto artisti, scelti tra i più significativi nel panorama nazionale, si confrontano con alcune opere d’arte moderna e contemporanea provenienti da prestigiose collezioni private.
Invitati dal Mart a “sbirciare” nelle stanze dei più attivi collezionisti del territorio, gli artisti Luca Coser, Michael Fliri, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Adrian Paci, Giacomo Raffaelli, Alice Ronchi, Luca Vitone si sono lasciati ispirare dalle opere di alcuni tra i protagonisti principali delle più interessanti e ricche collezioni trentine.
Il progetto nasce da un’idea del curatore Federico Mazzonelli che ha invitato alcuni artisti a rintracciare il proprio “sosia”, a cercare in una o più opere uno spunto, un’ispirazione, una suggestione per la creazione di altri, e nuovi lavori.
In mostra sei site-specific e due interventi su lavori già esistenti sono il risultato del confronto con le opere di alcuni maestri dell’arte italiana come Medardo Rosso, Giorgio de Chirico, Tullio Garbari, Luigi Ghirri, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Pierpaolo Calzolari, fino ai più giovani Federico Lanaro e Giovanni De Lazzari, e dell’arte internazionale da Alexander Archipenko a Darren Almond, da Daniel Buren a Ryan Gander, da Django Hernandez a Roni Horn, da Zanele Muholi a Mike Nelson, da Thomas Ruff a Markus Schinwald.

Si sviluppa così un percorso fra capolavori di diversi periodi storici, dalle avanguardie alle ricerche contemporanee, che esalta l’intreccio e la pluralità dei linguaggi generando complicità, deviazioni e inaspettate familiarità. Un dialogo che di volta in volta prende le forme dell’ossequio, dell’omaggio o del prestito nell’ordine della reinvenzione delle immagini e dei loro significati. Nell’accostamento tra gli artisti invitati e le opere scelte come punto di riferimento, si inserisce inevitabilmente la relazione degli artisti con i collezionisti e con l’intimità delle raccolte private.

Gli otto artisti, individuati tra coloro che nel proprio lavoro privilegiano l’indagine sulla relazione e attingono alle proprie biografie, hanno lavorato autonomamente, liberi di far le proprie scelte e costruire nuovi legami, interpretando così il concept della mostra nel pieno rispetto dei ruoli: artista, curatore, collezionista.

Luca Coser (Trento, 1965) costruisce un allestimento attorno a una scultura di Medardo Rosso e a una testa retica di Tullio Garbari. Ai due maestri del ‘900 il compito di ispirare una riflessione sul volto e sul ritratto.

Michael Fliri (Tubre, Bolzano, 1978) mette in relazione una serie di nuove sculture con le opere di Daniel Buren e Giulio Paolini. L’indagine si focalizza sui temi dello specchio e della maschera, sul limite tra veridicità e finzione.

Eva Marisaldi (Bologna, 1966) si confronta con opere molto diverse tra loro (di Nelson, Archipenko, Muholi e Hernandez) e costruisce con i suoi disegni un display espositivo che risulta una mostra nella mostra.

Marzia Migliora (Alessandria,1972) si lascia ispirare da un lavoro di Ryan Gander a partire dal quale costruisce e decostruisce il mito del moderno.

Adrian Paci (Scutari, Albania, 1969) compone un trittico onirico mettendo in relazione un video inedito, un lavoro metafisico di de Chirico e una recente pittura di Giovanni De Lazzari che ironicamente depotenzia la questione metafisica.

Giacomo Raffaelli (Rovereto, 1988) indaga uno dei processi tipici del mercato dell’arte che vive di emozioni, relazioni, intuizioni. In collaborazione con un collezionista, presenta la traduzione visiva delle informazioni e dei dati che si generano quando un’opera d’arte viene acquistata.

Alice Ronchi (Ponte dell’Olio, Piacenza,1989) amplifica con una scultura e un video la suggestiva atmosfera che scaturisce da una marina vista attraverso una feritoia di Luigi Ghirri.

Luca Vitone (Genova, 1964) dedica 18 disegni e 18 anagrammi ad altrettanti artisti con i quali ha condiviso l’avvio della propria ricerca ed espone pari numero di autentiche di opere d’arte individuate presso i collezionisti.

La mostra Il sosia, attraverso suggestivi intrecci estetici, sviluppa alcuni dei temi più indagati della storia dell’arte, della filosofia e della psicanalisi: il doppio, lo specchio, l’alter-ego.
All’artista viene chiesto di contemplare e di ritrovarsi in un riflesso che lo descrive pur non essendo lui stesso, di cercare l’altro da sé nella similitudine e nel confronto, di riconoscersi in un duplicato. Di guardare, guardarsi, essere guardato in una ciclicità relazionale potenzialmente infinita.
La Civica diventa luogo di una narrazione per immagini scandita dagli interventi, dalle scelte e dalle poetiche dei singoli artisti che, in relazione alle opere scelte, definiscono otto stazioni, otto isole legate tra loro non in quanto simili o familiari, ma in virtù di quella perturbante empatia che si pone alla base di ogni processo di sdoppiamento e di metamorfosi delle forme e delle realtà che popolano il nostro immaginario.

Parallelamente, la mostra riceve il testimone dall’esposizione “Chiamata a Raccolta” che la Galleria Civica aveva dedicato un anno fa al collezionismo privato.
Il Mart prosegue così la propria indagine sul ruolo del collezionista e sulla relazione tra istituzione pubblica e collezionismo privato portata avanti in numerose mostre, sia a Rovereto sia a Trento.
Nel caso del Mart, infatti, senza la passione e a volte l’“ossessione” di mecenati e collezionisti non esisterebbero le grandi raccolte d’arte.
Il Museo, che collabora infatti con alcuni tra i maggiori collezionisti italiani e stranieri, per la mostra “Il Sosia” ha coinvolto i più vivaci tra coloro che hanno sede nel proprio territorio. Insieme, istituzione pubblica e privati si adoperano per rendere più dinamica l’attività culturale radicata nei propri luoghi e, nel contempo, dal respiro nazionale e internazionale.