Luigi Ontani – AnderSennoSogno

MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN - dal 21/11/2012 al 24/02/2013

MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN

Via Pasquale Stanislao Mancini 20 Roma Italia
+39 063219089
s-gnam@beniculturali.it

Info box

Generi: arte contemporanea, personale

Autori: Luigi Ontani

Curatori: Luca Lo Pinto

L’esposizione, curata da Luca Lo Pinto, racconta con oltre 50 opere, per la maggior parte inedite o mai esposte prima in città – tra cui i lavori giovanili, le maschere musicali e l’installazione sonora site specific di Charlemagne Palestine – l’immaginario dell’artista in un percorso scandito in ritmi, tempi e spazi diversi.Inaugura a Roma la prima vera mostra personale del grande artista Luigi Ontani: oltre 50 le opere esposte – di cui molte inedite, e tutte, in generale, mai viste prima in città – tra i lavori giovanili, le maschere musicali e l’installazione sonora site specific di Charlemagne Palestine

A distanza di quasi dieci anni dall’ultima personale in un’istituzione a Roma, il Museo Hendrik Christian Andersen presenta dal 22 novembre 2012 al 24 febbraio 2013 la mostra “AnderSennoSogno” di Luigi Ontani, uno dei più influenti e importanti artisti della scena italiana e internazionale. L’esposizione – curata da Luca Lo Pinto – racconta con oltre 50 opere, per la maggior parte inedite o mai esposte prima in città, l’immaginario dell’artista in un percorso scandito in ritmi, tempi e spazi diversi.

Il Museo Andersen, museo satellite della Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea, è una casa museo situata nel centro della città di Roma dove sono conservate le opere dello scultore e pittore Hendrik Christian Andersen. La collezione è quasi interamente dedicata al progetto utopico di un Centro Mondiale per la Comunicazione, sede internazionale per un perenne laboratorio di idee in tutti i campi del sapere. Partendo dal fascino e interesse di Luigi Ontani per le opere conservate nel museo e per la figura di Hendrik Andersen, la mostra AnderSennoSogno è concepita come un viaggio alla riscoperta di opere meno note di Ontani senza un intento retrospettivo, ma come un’avventura all’interno dell’immaginario dell’artista in un percorso che segue e integra l’allestimento originale del museo.

“Il viaggio di Ontani è cominciato in un tempo lontano e continua ancora oggi – afferma il curatore della mostra Luca Lo Pinto – un viaggio alla ricerca di un’immagine, di un’identità, in cui il corpo dell’artista appare e scompare in mille storie e in tanti personaggi, abitando in mondi dove il limite tra la realtà e la fantasia sembra scomparire. Il desiderio di evadere dal mondo in cui è nato, spinge Ontani a crearne tanti, diversi, ideali, così desiderati da diventare reali. Ho quindi deciso di aprire i bauli dell’infanzia per mostrare i giochi del giovane Luigi. Giochi che visti con gli occhi da adulti diventano seri. Storie che si fanno Storia.”

Al piano terra, nello studio gipsoteca di Andersen, sono esposte per la prima volta al completo tutte le nove maschere musicali prodotte a Bali nel corso degli ultimi quindici anni – pezzi unici realizzati da artigiani balinesi su disegno o acquarello di Ontani – in un allestimento speciale. Le maschere, infatti, sono disposte sulle monumentali statue di Andersen, che in tal modo fungono idealmente da piedistalli, dando un secondo livello di interpretazione delle opere già presenti nel museo.

Un ulteriore livello di lettura è dato dall’intervento sonoro di Charlemagne Palestine, uno dei maggiori esponenti della musica d’avanguardia nonché uno dei più originali performers e artisti della scena americana degli anni ‘60 e ‘70, che per l’occasione Luigi Ontani ha coinvolto in una collaborazione eccezionale. Palestine ha concepito infatti una colonna sonora ad hoc dove fa “suonare” ciascuna maschera attraverso la rielaborazione delle registrazioni delle singole maschere performate dallo stesso Ontani.

Nell’altra sala al piano terra, dove sono conservate le mappe del progetto utopico di Andersen di una Città Mondiale delle Arti, è invece esposta una singola opera intitolata Beatibis: un grande costume di seta, ricamato e decorato a mano da artigiani locali a partire dalle fantasie dell’artista, dialoga scenograficamente con l’architettura della sala. Si tratta dell’abito indossato da Ontani in occasione di un tableaux vivant in omaggio al Pontormo realizzato nel 1989 a Volterra e da allora mai più esposto in Italia. In questa occasione è installato al centro della stanza sopra un manichino alto quanto l’artista: l’opera, nella sua coeva monumentalità e leggerezza, dialoga idealmente sia con il gruppo di sculture presenti nella sala sia con l’utopia monumentale di Andersen.

Al piano superiore del museo si articola infine, tra le diverse stanze, un vero e proprio excursus tra le prime opere prodotte da Ontani risalenti alla metà degli anni sessanta e inizio settanta. Veri e propri esperimenti, alcuni dei quali inediti, o esposti solamente una volta alla fine degli anni’60, che offrono la possibilità di scoprire un lato nascosto di uno degli artisti più riconosciuti del nostro tempo e punto di riferimento per molte generazioni di artisti che l’hanno succeduto.
Nel grande salone del piano superiore dialoga con l’opera scultorea di Andersen DAvide iPrigioni, un ciclo di 7 gigantografie fotografiche realizzato da Ontani nel 1970, appena trasferitosi a Roma. Si tratta di un omaggio al David e i Prigioni di Michelangelo in cui come sempre il protagonista è l’artista stesso che impersona le singole statue.
Tra le opere inedite si segnalano: le 4 tempere su cartone realizzate da Ontani nel 1963 a soli vent’anni per la scenografia amatoriale di una festa nel suo paese natale (PalloncinArlecchIno, MoulINrouge, CircoCiclo, FascioTubolareareare); l’opera Firme Distintive, realizzata negli anni’60 che presenta 18 fogli su cui Ontani ha imitato le firme di 18 artisti per lui significativi; le 4 fotografie Quattro stagioni a Piazza del Popolo, 1970-1971 che ritraggono Ontani seduto a cavalcioni su ciascuno dei leoni alla base dell’obelisco di Piazza del Popolo a Roma, vestito diversamente a seconda delle quattro stagioni; l’opera Tavolozza – Autoritratto con colori viventi, 1969-70, realizzata poco prima di trasferirsi a Roma e mai esposta in questa versione completa con la tavolozza di cartone, la registrazione audio delle telefonate e un ritratto fotografico di Ontani in posa da pittore con la tavolozza in mano. L’opera è il risultato di un’azione in cui l’artista ha telefonato a tutte persone sconosciute trovate sull’elenco telefonico che avessero come cognome i nomi dei colori che compongono la tavolozza del pittore e li ha fotografati. Successivamente ha inserito le fotografie in una tavolozza di cartone al posto degli spazi riservati ai colori.

Tra le opere inedite si segnalano infine: Le belle statuine, 1969 – qui allestita sotto forma di leporello – 34 fotografie che documentano un’azione eseguita nei giardini Margherita a Bologna in cui l’artista fa “le belle statuine” mimando il celebre gioco infantile, un tableaux vivant ante litteram che gioca in maniera ironica con il gigantismo delle statue di Andersen; e la più recente serie di tre fotografie lenticolari – Via Margutta XXI Secolo, 2009/2012, AuroboroSerpentine, 2010/2012, AmenHammerAmeno, 2011/2012 – che ritraggono i tre tableaux vivants eseguiti rispettivamente a Roma (Via Margutta), Londra (Serpentine Gallery) e Los Angeles (Hammer Museum). In ogni città Ontani ha realizzato una processione con diversi performers che indossavano ogni volta delle maschere e costumi concepiti in relazione al contesto geografico e culturale. La processione finiva con un tableaux vivant in cui l’artista e i performers posavano all’interno di una tavolozza composta da petali colorati.

La mostra AnderSennoSogno è accompagnata da una pubblicazione a cura della casa editrice Boa Books concepita come un ibrido tra catalogo e libro d’artista, un’edizione (una serie di posters in edizione limitata) e un multiplo (33 t-shirts disegnate a mano direttamente dall’artista).