Paul Gauguin – Tahitiani in una stanza

GALLERIE D'ITALIA - PALAZZO LEONI MONTANARI - dal 29/11/2019 al 08/03/2020

GALLERIE D'ITALIA - PALAZZO LEONI MONTANARI

Contrà Santa Corona 25 Vicenza Italia
+39 800578875
info@palazzomontanari.com

Info box

Generi:arte moderna

Autori: Pierre-Auguste Renoir, Paul Gauguin, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Claude Monet, Paul Signac, Gustave Caillebotte, Berthe Morisot, Alfred Sisley, Antonio Canova, Frida Kahlo, Pierre-Auguste Renoir, Pablo Picasso, Edgar Degas, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Paul Cézanne, Claude Monet, Édouard Manet, Mimmo Paladino, Alberto Giacometti, Luigi Ontani, David LaChapelle, Bruno Munari, Alexander Calder, Paul McCarthy, Venturino Venturi , Correggio, Antonio Canova, Bertel Thorvaldsen, Renè Magritte, Alfred Hitchcock , Paul Gauguin, Alberto Giacometti, Marc Chagall, Vassily Kandinsky, Olivo Barbieri, Oliviero Toscani, Michelangelo Buonarroti, Banksy, Paul Gauguin

Curatori: Sylvain Bellenger, Matteo Fochessati, Gianni Franzone, Claire Durand-Ruel, Eleonora Acerbi , Gianna A. Mina, Rossella Menegazzo, Hans Bjarne Thomsen, Megan Fontanella, Lucia Fiaschi, Fernando Mazzocca, Stefano Grandesso, Claudio Paolinelli, Timothy Wilson, Harald Theil , Nicoletta Boschiero , Duccio Dogheria, Gianni Canova, Giuseppe Frazzetto, Vincenzo Sanfo, Giacomo Fanale, Daniela Arionte, Marco Goldin, Alberto Fiz, Alessandro Cecchi, Valerio Dehò, Gianluca Marziani, Stefano Antonelli, Acoris Andipa, Alberto Bruschi

Il ciclo di esposizioni realizzato per festeggiare i vent’anni dall’apertura delle Gallerie d’Italia di Vicenza si conclude con un nuovo, straordinario Ospite illustre: Paul Gauguin e il suo Tahitiani in una stanza (Eiaha-Ohipa in lingua maori).Il ciclo di esposizioni realizzato per festeggiare i vent’anni dall’apertura delle Gallerie d’Italia di Vicenza si conclude con un nuovo, straordinario Ospite illustre: Paul Gauguin e il suo Tahitiani in una stanza (Eiaha-Ohipa in lingua maori).

Il quadro, proveniente Museo Statale di Belle Arti Puškin di Mosca, è stato eseguito da Gauguin nel 1896, quando, rientrato da poco dalla Francia a Tahiti, si trova a fronteggiare uno stato di indigenza economica, gravi problemi di salute, e un conseguente sconforto psichico.

Il titolo usuale, Tahitiani in una stanza, non restituisce il senso dell’iscrizione in lingua maori che compare nel dipinto e che allude piuttosto all’indolenza o libertà dal lavoro delle due figure ritratte. La coppia incarna la condizione utopica di un armonico stato di natura, di una libertà di essere e agire secondo le proprie inclinazioni. Sullo sfondo si staglia la figurina di un osservatore, sostanzialmente estraneo alla scena: è presumibile che si tratti dell’artista stesso, preceduto, sulla soglia della stanza, dal suo cane, una comparsa ricorrente di tanti altri dipinti di quegli anni.

Nel 1891 Gauguin era salpato per la prima volta per la Polinesia, da una parte attratto dall’alterità di scenari esotici, dall’altro, interessato a rigenerare i linguaggi pittorici tradizionali grazie al contatto con una cultura ritenuta ‘primitiva’, vergine e autentica. Il pressoché unanime rigetto incontrato a Parigi dalle opere eseguite nel primo soggiorno, fra 1891 e 1893, lo induce ora a un distacco radicale dalla madrepatria. Tahiti acquisisce definitivamente una dimensione immaginaria, si configura come l’altrove di un paradiso immune dalle costrizioni della civiltà occidentale, con le sue logiche di falso progresso, dominio e sfruttamento.

La mostra-dossier è accompagnata da un ricco programma di attività collaterali con itinerari didattici gratuiti per le scuole, passeggiate d’arte multisensoriali, atelier per bambini, laboratori di floral design e molte iniziative volte a immergere il visitatore in un viaggio fra colori, profumi e sapori della Polinesia.