Pop Up Revolution

MDM MUSEUM - MONTE DI MOLA MUSEO - dal 05/07/2014 al 30/09/2014

MDM MUSEUM - MONTE DI MOLA MUSEO

Via Porto Vecchio 1 Arzachena Italia
+39 3663634012
segreteria@mdmmuseum.com

Info box

Generi: fotografia, arte contemporanea, collettiva, disegno e grafica, street art

Autori: Andy Warhol , Jean Michel Basquiat, Keith Haring, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Felipe Cardeña, Dany Vescovi, Dario Arcidiacono, Anna Muzi, Paolo Cassarà, Max Ferrigno, Paolo Manazza, Antonio De Luca , Eloisa Gobbo, Pao, Giovanni Motta , Tomoko Nagao , Bros, Tv Boy, Domenico Pellegrino, Florencia Martinez , Angelo Formica, Carlo Alberto Rastelli, Tancredi Fornasetti, Atomo, Enrico De Paris, Faber, Miss Salopette, Cikita Zeta

Curatori: Achille Bonito Oliva

L’esposizione curata da Achille Bonito Oliva e da Electronic Art Cafè presenta venti opere dei maestri della PoP Art Americana ed una selezioni di trenta giovani artisti Italiani.L’esposizione curata da Achille Bonito Oliva e da Electronic Art Cafè presenta venti opere dei maestri della PoP Art Americana ed una selezioni di trenta giovani artisti Italiani.

MdM Museum fa del linguaggio POP una missione divulgativa, la Mostra dedicata a Mimmo Rotella ” Playng Artypo “curata da Luca Massimo Barbero nel 2008, la Mostra dedicata a Mario Schifano ” Tutte Stelle “curata da Luca Massimo Barbero nel 2009 e la Mostra di Andy Warhol ” The American dream ” curata da Achille Bonito oliva nel 2013 raccontano il dialogo tra la POP Art Americana e gli Artisti italiani che l’anno interpretata e sviluppata in Europa.

La rivoluzione Pop di Andy Warhol e della prima, mitica stagione della street art di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat oggi sta dando i suoi frutti: è in arrivo Pop Up Revolution!, un nuovo movimento, virale, dinamico, insensibile alle tradizionali categorie che separano l’arte con la “A” maiuscola dalle forme diffuse del design, della moda, della comunicazione, dell’arredamento, del decoro urbano. Un movimento figlio di Haring e Basquiat, che per primi hanno portato l’arte nella strada e di ritorno nei musei, nei negozi e nei centri commerciali; figlio, ovviamente, di Andy Warhol, che per primo ha portato l’oggetto d’uso quotidiano nell’opera d’arte e nei musei. Ma anche di artisti Italiani come Mimmo Rotella e Mario Schifano, il primo si appropriò della “pelle della città” (i manifesti pubblicitari) per costruire i suoi quadri, il secondo delle immagini della comunicazione. Oggi, gli artisti della Pop Up fanno entrare le loro opere in tutti gli anfratti della quotidianità, influenzando stili di vita e l’estetica del quotidiano delle grandi masse.

Il termine Pop Up, che riprende da una parte l’utopia Pop di Andy Warhol e dall’altro il gergo informatico delle finestre che si aprono automaticamente durante la visualizzazione di un sito, è sintomatico di questa nuova “rivoluzione artistica”, che vuole dilagare nella vita quotidiana “comparendo all’improvviso” (to pop up) in ogni momento della nostra esistenza.

E’ la rivoluzione “Pop Up”, di un’arte che compare quando meno ce lo si aspetta, dalla strada, alla casa, all’abbigliamento, alle mille forme della comunicazione virale che passa attraverso i social network (il regista Mimmo Calopresti ha girato un video sul movimento, che sta dilagando sulla rete).

Ecco allora le grandi composizioni di street artists come Bros, Pao, Tv Boy, Atomo, che con la forza di colori piatti e acidi e dei loro messaggi diretti sulla strada, e sugli oggetti d’uso quotidiano, entrano nell’immaginario della gente comune; ecco le complesse composizioni, a metà strada tra astrazione e stilizzazione, di Eloisa Gobbo, Dany Vescovi, Tancredi Fornasetti, i collages coloratissimi di Felipe Cardeña e di Angelo Formica, in bilico tra sacralità e immaginario pop; ecco i personaggi a metà strada tra fumetto e satira di Dario Arcidiacono, di Max Ferrigno, di Giovanni Motta; i supereroi “glocali” di Domenico Pellegrino, decorati come i carretti siciliani, le donne stilizzate in ceramica e resina di Paolo Cassarà, e i personaggi pop-nipponici di Tomoko Nagao; ecco i mondi immaginari di Enrico De Paris, di Antonio De Luca, di Faber, di Florencia Martinez; ecco, ancora, le icone neopop di Paolo Manazza, di Miss Salopette, di Anna Muzi, di Carlo Alberto Rastelli e di Cikita Zeta; e infine i folli e coloratissimi mondi fantascientifici di Sasha Frolova.