Post-classici

PALATINO - dal 22/05/2013 al 29/09/2013

PALATINO

Via di San Gregorio 30 Roma Italia

Info box

Generi: arte contemporanea, collettiva

Autori: Mimmo Paladino, ZimmerFrei, Francesco Barocco, Jannis Kounellis, Vanessa Beecroft, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Jodice, Claudio Parmiggiani, Giulio Paolini, Antonio Biasiucci, Andrea Aquilanti , Alis/Filliol

Curatori: Vincenzo Trione

Gli spazi monumentali del Foro romano e del Palatino a Roma accolgono la mostra Post-classici dedicata ai rapporti tra arte contemporanea e antichità: 17 artisti traggono ispirazione dal dialogo con i luoghi della classicità.Gli spazi monumentali del Foro romano e del Palatino a Roma accolgono la mostra Post-classici dedicata ai rapporti tra arte contemporanea e antichità: 17 artisti traggono ispirazione dal dialogo con i luoghi della classicità.

Il tema della mostra è il richiamo all’antico: inteso come fonte di valori “assoluti” – bellezza, armonia, perfezione, misura, sapienza – che vengono reinterpretati in chiave moderna.

Per la prima volta, l’arte del nostro tempo entra nel Foro romano: diciassette artisti si confrontano con luoghi e monumenti diversi, presentando opere quasi tutte realizzate per l’occasione. Dai maestri dell’arte povera – Kounellis, Pistoletto, Paolini – a protagonisti della transavanguardia come Paladino; da figure isolate – Parmiggiani, Longobardi, Albanese, Beecroft – a grandi fotografi come Jodice e Biasiucci; da voci “mistiche” – Botta, Pietrosanti – a personalità lontane da gruppi e da tendenze come Aquilanti; da autori post-informali come Colin a giovanissimi quali ZimmerFrei, Alis/Filliol e Barocco.

Accompagna la mostra il volume Post-classici. La ripresa dell’antico nell’arte contemporanea italiana edito da Electa per la collana Fiori blu.

“Classico, per questi artisti, non riguarda solo il passato, ma investe il presente e prefigura gli scenari dell’avvenire. È ciò che tende a relegare l’attualità al rango di un rumore di fon­do di cui non si può fare a meno. Un momento estraneo e sempre sorprendente, da investigare nella sua complessità, da riconquistare ogni giorno, per farlo riemergere come re­litto, scheggia.”