Proportio

MUSEO FORTUNY - dal 07/05/2015 al 22/11/2015

MUSEO FORTUNY

Campo San Beneto (San Marco) 3958 Venezia Italia
+39 0415209070
fortuny@fmcvenezia.it

Info box

Generi: arte antica, arte contemporanea, collettiva, arte moderna

Autori: Sol LeWitt, Massimo Bartolini, Marina Abramovic, Pierpaolo Calzolari, Francois Morellet , Shirin Neshat, Ilya e Emilia Kabakov, Luciano Fabro, Dadamaino, Sandro Botticelli, Antony Gormley, Ryoji Ikeda, Giorgia Fiorio

Curatori: Daniela Ferretti, Axel Vervoordt

L’esposizione che attraversa i secoli e le diverse discipline – grazie a un comitato scientifico internazionale composto da scienziati, filosofi, musicisti, architetti, storici e storici dell’arte, coordinato da Axel Vervoordt e Daniela Ferretti – raccontando di quel valore universale che fu, fin dai tempi più antichi, il numero della proporzione divina (o sezione aurea), ovvero quell’unità di misura capace di donare a tutte le cose la loro dimensione armonica.PROPORTIO, l’esposizione organizzata dalla Fondazione Axel e May Vervoordt e la Fondazione Musei Civici di Venezia aprirà il prossimo maggio in concomitanza della 56° Esposizione Internazionale – La Biennale di Venezia. Curata da Axel Vervoordt e Daniela Ferretti ed allestita nell’imponente Palazzo Fortuny, l’esposizione esplora l’onnipresenza delle proporzioni universali nell’arte, nella scienza, nella musica e nell’architettura. PROPORTIO segue l’acclamata trilogia di mostre: Artempo (2007), In-finitum (2009) e TRA (2011) e la più recente Tàpies. Lo Sguardo dell’artista (2013).

Durante l’intero corso della storia umana a noi noto, civiltà diverse hanno impiegato il sapere relativo alle proporzioni. Le nozioni estremamente avanzate e complesse legate ai principi della geometria sacra e, in particolar modo, della sezione aurea sono confluite all’interno di esoteriche conoscenze spirituali e tradizioni religiose. Per centinaia di anni il mondo occidentale si è dedicato segretamente alla geometria sacra, e le conoscenze sono state così (forse intenzionalmente) dimenticate o abbandonate.

PROPORTIO mira a riavviare un dialogo contemporaneo attorno alla conoscenza perduta delle proporzioni e della geometria sacra. Artisti, scienziati, architetti, filosofi (e non solo) ci offrono una lente che ci permetterà di capire come le proporzioni possano farci penetrare nella struttura essenziale del presente e possano fornirci una matrice per il futuro. Proportio ci offre l’occasione di esplorare le proporzioni universali invitandoci a riflettere sulle interconnessioni che innervano il nostro universo. PROPORTIO presenta opere espressamente commissionate ad artisti del calibro di Marina Abramovic, Massimo Bartolini, Michael Borremans, Maurizio Donzelli, Riccardo De Marchi, Arthur Duff, Anish Kapoor e Izhar Patkin, e le quali saranno esposte accanto a lavori di Carl André, Berlinde De Bruyckere, Luciano Fabro, Alberto Giacometti, Ellsworth Kelly, Sol Lewitt, , Agnes Martin, Fausto Melotti, Mario Merz, Ad Ryman e Bill Viola, oltre ad alcuni reperti egiziani, ad una serie di dipinti architettonici degli antichi maestri olandesi, ad uno splendido ritratto di Botticelli ed una scultura monumentale di Antonio Canova.

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Cinque grandi padiglioni architettonici, progettati da Axel Vervoordt e dall’architetto Tatsuro Miki in collaborazione con l’ingegnere Jorgen Hempel e costruiti unicamente con l’utilizzo di materiali organici, trasformeranno la Sala Gondola al piano terra del Palazzo. Ogni padiglione è progettato secondo le “sacre” dimensioni, fornendo una rappresentazione concreta degli aspetti proporzionali che i visitatori potranno provare attraverso il percorso negli spazi vuoti.

Il corridoio dietro la Sala Gondola presenta una serie di fotografie giganti raffiguranti cattedrali medievali di Markus Brunetti in un dialogo con una scultura di Eduardo Chillida un’enorme scultura di Renato Nicolodi, un’installazione imponente di Heinz Mack e un video di Susan Kleinberg basato su una statua di Kairos del Louvre dove ha lavorato con il loro microscopio più potente aprendo un dialogo con il “cosmo in proporzione ad un piccolo ma potente segno della natura”.

L’ultima sala prima di accedere al piano superiore ospita la performance ed installazione dello “Space of Signs Selfie Studio” di Shuji Mukai studiando come i visitatori vivono gli spazi artistici nell’era dell’autorappresentazione e degli onnipresenti social media.
Il mezzanino presenta una scultura non rifinita di Antony Gormley il quale dimostra che Il corpo è esso stesso la prima forma di architettura, accanto al dipinto di Anselm Kiefer in cui come nel cosmo, si è sempre in costruzione, demolizione, ricostruzione.

Il piano nobile, o “Piano Fortuny” da spazio a molte opere architettoniche, inclusi modelli di Le Corbusier, Erwin Heerich, Ilya e Emilia Kabakov e Richard Meier, tra diverse forme di investigazione artistica delle proporzioni da parte di artisti minimalisti e artisti ZERO appartenenti al ventesimo secolo, ma anche da parte degli antichi maestri. Anche questa stanza presenta una grande biblioteca “ideale” con edizioni antiche di trattati di Vitruvio, Dürer, Alberti, Serlio, Palladio e altri. Le quattro stanze laterali del salone principale hanno un’atmosfera raccolta e silenziosa e sono dedicate a Hans Op de Beek con il suo video “Night Time” (versione estesa); Anish Kapoor vicino alla splendida opera di Alberto Giacometti; e Fred Sandback insieme a Raoul De Keyser e Brice Marden. L’ultima delle quali dedicata alle proporzioni nel corpo con una nuova opera di Berlinde de Bruyckere, Marta Dell’Angelo ed un video di Henri Foucault.
Il laboratorio di Mariano Fortuny con i suoi dipinti originali alle pareti presenta la sua ricerca sui modelli teatrali con un’opera di Anne-Karin Furunes appositamente pensata per l’esposizione e una scultura di Marisa Merz.

Il secondo piano espone principalmente opere bianche come quelle di Ad Ryman, Agnes Martin, Kees Goudzwaard, Ann Veronica Janssens e Norio Imai, grandi installazioni come una serie di disegni di Massimo Bartolini, una scultura di Lucia Bru e un disegno murale di Sol Lewitt. Nelle sale adiacenti: un’opera di German Otto Boll e un’opera al neon di Francesco Candeloro.
L’ultimo piano, con il padiglione wabi, si concentra sulle proporzioni nel cosmo e nello spazio intergalattico oltre che sulla meditazione e sul silenzio, presentando alcuni artisti coreani Tansaekwa come per esempio Chang-Sup Chung e Chong Hyun Ha. Per questo piano, Marian Abramovic ha creato un’installazione Sonora per questo specifico sito, “Ten thousand stars”, attraverso la quale il pubblico, con delle cuffiette, può intraprendere un viaggio asonico nell’universo, confrontandosi con l’infinito del cielo notturno. L’installazione è anche un invito aperto alla riflessione sulla domanda senza risposta: c’è uno scopo più alto dietro l’ordine delle cose e le proporzioni che regolano l’universo? In che modo gli esseri umani si collocano all’interno di questo ordine?