Tanzio da Varallo incontra Caravaggio

GALLERIE D'ITALIA - PALAZZO ZEVALLOS STIGLIANO - dal 23/10/2014 al 11/01/2015

GALLERIE D'ITALIA - PALAZZO ZEVALLOS STIGLIANO

Via Toledo 185 Napoli Italia
informazioni@palazzozevallos.com

Info box

Generi: arte antica

Autori: Michelangelo Merisi da Caravaggio, Tanzio da Varallo

Curatori: Cristina Terzaghi

La mostra mette in luce uno dei massimi artisti del Seicento italiano, Tanzio da Varallo, il suo periodo napoletano quando venne a contatto con il genio di Caravaggio e ne rimase per sempre segnato.Dal 24 ottobre 2014 all’11 gennaio 2015 apre a Napoli, nelle sale espositive delle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, la mostra Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento promossa e organizzata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo e l’Associazione Giovanni Testori.
La mostra sarà inaugurata giovedì 23 ottobre 2014 alle ore 19.00 e per l’occasione l’attrice Iaia Forte leggerà alcune pagine di Giovanni Testori dedicate a Tanzio da Varallo.
L’esposizione, patrocinata dal MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Comune di Napoli, e curata da Maria Cristina Terzaghi, vuole essere un omaggio a uno dei massimi artisti del Seicento italiano, Antonio D’Enrico (Alagna Valsesia circa 1582 – Borgosesia ? 1633) meglio noto come Tanzio da Varallo.
La mostra riporta l’attenzione del pubblico e della critica in particolare sul breve ma assai proficuo periodo trascorso dall’artista nei territori del Viceregno (gli Abruzzi) e a Napoli, quando venne in contatto con il genio di Caravaggio e ne rimase per sempre segnato.
Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento celebra inoltre la figura di Giovanni Testori, all’indomani del ventennale della morte dell’intellettuale Lombardo che, per primo, dedicò nel 1959 una mostra a Tanzio e che contribuì in modo decisivo ad affermare la statura artistica del pittore di Alagna.
La mostra presenta ventinove opere: tredici dipinti di Tanzio sono esposti insieme a opere di artisti attivi a Napoli e nel Viceregno – “la stretta cerchia” di Caravaggio, secondo la celebre definizione di Roberto Longhi – che, come Tanzio, si sono confrontati molto presto con la pittura di Caravaggio: Battistello Caracciolo, Louis Finson, Carlo Sellitto, Filippo Vitale. Lo stesso Michelangelo Merisi è rappresentato in mostra dal Martirio di sant’Orsola (1610), splendida opera esposta nelle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano.
Il progetto si focalizza sui diversi nodi ancora da sciogliere nel percorso del pittore Soffermandosi sui primi fecondissimi anni di apprendistato trascorsi da Tanzio a Roma, presso la bottega del Cavalier D’Arpino, e quindi a Napoli dove ebbe una bottega autonoma, esercitando forse anche la professione di musico e dove avrebbe voluto stringere un matrimonio con una vedova, mai celebrato. Le testimonianze figurative più notevoli di questo periodo si dividono tra il capoluogo campano e l’Abruzzo.
Nato negli ultimi decenni del Cinquecento da una famiglia di artisti attivi presso il grande cantiere del Sacro Monte di Varallo in Valsesia (Piemonte), Tanzio prese giovanissimo la via di Roma accanto al fratello Melchiorre e forse in compagnia di un gruppo di pittori di origine tedesca, per raggiungere la Città Santa e partecipare al Giubileo del 1600, guidato dalla speranza di ottenere l’indulgenza, ma anche e soprattutto di trovare lavoro.
Dapprima a Roma e poi a Napoli, Tanzio e i compagni “todeschi” – come vengono costantemente citati nei documenti – incontrarono una nuova “maniera meravigliosamente adatta per essere seguita dai giovani pittori” (Karel Van Mander, Schilder-Boeck, 1603), quella di Caravaggio. Tanzio ne fu conquistato. Da quel momento il suo lavoro appare in debito nei confronti della pittura caravaggesca, i cui insegnamenti continuarono a influenzarlo anche una volta ritornato in patria, al nord, in Piemonte e in Lombardia. Un accentuato naturalismo, il modo di comporre le scene, il particolare uso della luce sono espressione del
linguaggio pittorico appreso durante il soggiorno meridionale.
A proposito dei tempi del viaggio meridionale di Tanzio, nuove scoperte documentarie hanno recentemente messo a fuoco un panorama diverso da quello proposto dagli studi noti finora, consentendo di stabilire che il soggiorno romano fu di breve durata e che già intorno al 1603-1605 Tanzio si era spostato a Napoli, per restarci almeno fino al 1610. Cosa fece l’artista in questi anni, tra i più intensi e fecondi della storia artistica partenopea? Quali strade percorse la sua pittura? Chi ebbe come amico, maestro, committente? Il dialogo tra le opere dei primi caravaggeschi napoletani, essenziale per comprendere la portata della lezione di Caravaggio nella pittura del Viceregno, e il ruolo capitale svolto dai suoi seguaci, tra cui lo stesso Tanzio,
assume infatti in quella precisa congiuntura storica un ritmo serrato e vorticoso.
Le opere del pittore sono decisive per la comprensione del fenomeno caravaggesco nel Viceregno e foriere di nuovi contributi alla lettura delle stesse opere di Caravaggio. Di questo mondo Tanzio, nonostante la giovane età, fu attore principale, ne assimilò le forme reinventandole, fino al momento della partenza per il nord avvenuta attorno al 1614-1615.
La mostra mette in luce aspetti innovativi della figura di Tanzio, frutto di anni di ricerche che hanno portato anche a nuove attribuzioni, tra cui due Adorazioni dei pastori, una in collezione privata e un’altra conservata presso il Museo di Lille. Presenta inoltre opere mai viste in Italia come la citata tela di Lille, San Bruno in preghiera davanti al Crocifisso di Carlo Sellitto (Strasburgo) e altre conservate principalmente in Abruzzo, in contesti poco accessibili.
Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento non è solo una mostra per specialisti; è anche il racconto della storia di un giovane artista che dal Piemonte si è diretto verso sud, raccogliendo stimoli culturali diversi per creare un linguaggio pittorico universale.
La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo, Silvana Editoriale, con testi di Lucia Arbace, Davide Dall’Ombra, Filippo Maria Ferro, Giuseppe Porzio e Maria Cristina Terzaghi.
Per l’occasione le Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano apriranno gratuitamente le proprie porte al pubblico venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 ottobre 2014.