Tàpies. Lo sguardo dell’artista

MUSEO FORTUNY - dal 30/05/2013 al 24/11/2013

MUSEO FORTUNY

Campo San Beneto (San Marco) 3958 Venezia Italia
+39 0415209070
fortuny@fmcvenezia.it

Info box

Generi: arte contemporanea, personale, collettiva

Autori: Antoni Tàpies, Jannis Kounellis, Kazuo Shiraga, Joan Miró , Pablo Picasso, Jackson Pollock, Franz Kline

Curatori: Daniela Ferretti, Axel Vervoordt, Natasha Hébert, Toni Tàpies

Curata da Toni Tàpies, Natasha Hébert, Daniela Ferretti e Axel Vervoordt con la direzione scientifica di Gabriella Belli, la mostra è un omaggio al talento di Antoni Tàpies come artista ma anche come collezionista. Lo “sguardo” di Antoni Tàpies: ovvero il suo sentire le cose, il suo guardare
attorno a sé senza limiti di tempo e di spazio alla ricerca di risposte
sull’Universo, la natura umana, l’arte, il mistero della vita.
A un anno dalla scomparsa del geniale artista catalano (Barcellona 1923-
2012), figura chiave dell’informale internazionale, la Fondazione Musei
Civici di Venezia e la Axel and May Vervoordt Foundation gli rendono
omaggio a Venezia con un’affascinante mostra che mira a svelare l’essenza
dell’arte di questo indiscusso protagonista del Novecento, attraverso il “suo
sguardo” e dunque quei riferimenti culturali, artistici, emozionali che egli
scorgeva in una pluralità di espressioni o oggetti d’arte – tra i più vari –
raccolti nella sua collezione privata.
“Tàpies. Lo sguardo dell’artista” si terrà dal 1 giugno al 24 novembre a
Palazzo Fortuny, nell’ambito del programma “Muve Contemporaneo”
proposto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in occasione della
Biennale Internazionale d’Arte.
Uno “sguardo” al tempo stesso esteriore e interiore.
Tàpies, che nella sua lunga vita ha ottenuto i massimi riconoscimenti, tra
cui la medaglia d’oro per le Belle Arti dal Re Juan Carlos, la Laurea honoris
causa dal Royal College of Art di Londra (1981) e il premio per la pittura alla
Biennale di Venezia del ’93, si è interrogato costantemente sui misteri
dell’esistenza, cercando il tratto comune dell’umanità al di là dei generi, del
tempo e del luogo; un senso intrinseco, un “potere universale” nelle cose da
cui trarre stimoli e possibili strade. Arte antica, moderna o contemporanea
di diversi generi e provenienze, prodotti di culture lontane come l’arte
asiatica e africana e ancora musica, poesia, filosofia e scienza cui fare
riferimento per “fecondare” la contemporaneità.
Tàpies è stato influenzato da filosofi, teologi e scienziati, così come dai
Grandi Maestri dell’arte antica e dagli artisti contemporanei. L’osmosi di
questi elementi lo ha guidato attraverso la sua vita sia come artista, sia
come collezionista. Abbracciando l’ignoto ed esplorando questi paradossi,
Tàpies è diventato un artista prolifico e ispirato.
Direzione scientifica
Gabriella Belli
A cura di
Daniela Ferretti
Natasha Hébert
Toni Tàpies
Axel Vervoordt
Grandi mostre Organizzata da:
Fondazione Musei Civici di Venezia
e Axel and May Vervoordt
Foundation
Con il supporto di
AxelVervoordtGallery
Galeria Toni Tàpies
FondazionFondazione
Musei Civici di Venezia

Piazza San Marco 52
30124 Venezia
T +39 041 2405211
F +39 041 5200935

www.visitmuve.it

Realizzata in stretta collaborazione con la famiglia Tàpies e allestita
nell’ambientazione intima e quanto mai appropriata della casa di Mariano
Fortuny – anche lui spagnolo e collezionista eclettico – la mostra curata da
Daniela Ferretti, Natasha Hébert, Toni Tàpies, Axel Vervoordt e con la
direzione scientifica di Gabriella Belli, presenterà una scelta di opere
chiave dell’artista rilette nel contesto della sua raccolta privata, proprio
con l’intento di cogliere lo sguardo di Tàpies artista e collezionista.
Accanto ai dipinti del pittore catalano, selezionati in una prospettiva
intuitiva ed emozionale più che cronologica – in mostra capolavori come la
grande e ambigua “Esfinx” (1989), l’ipnotico “Ulls i creus en vertical” (2008)
e il recentissimo “Cossos”, dipinto su tavola del 2011 – ci saranno opere di
artisti del XX secolo come Joan Miró, Pablo Picasso, Kazuo Shiraga, Franz
Kline, Jackson Pollock e Jannis Kounellis e antiche sculture orientali o
tribali: tutti lavori provenienti dall’abitazione privata di Tàpies ed esposti al
pubblico, in molti casi, per la prima volta.
Ci saranno importanti libri d’arte con litografie dal forte impatto,
realizzati da Tàpies in collaborazione con scrittori e poeti (tra gli altri El Pa a
la Barca di Joan Brossa, 1963, La nuit grandissante di Jacques Dupin, 1968,
Air di André du Bouchet, 1971 e Roman Elegies di Joseph Brodsky, 1993) e
si potranno ascoltare le musiche dei compositori del Novecento che più
affascinavano il Mestro: da Schöenberg ad Alban Berg, da Shelsi a John
Cage e Anton Webern.
Infine, un tributo all’arte e alla personalità eclettica di Antoni Tàpies sarà
reso da alcuni dei maggiori artisti viventi a lui vicini o anch’essi alla ricerca
di risposte sul mistero e l’inesplicabile: Perejaume Borrell, Anthony Caro,
Lawrence Carroll, Sadaharu Horio, Tsuyoshi Maekawa, Kichizaemon XV
Raku, Shiro Tsujimura, Gunther Uecker.
Il catalogo (MER/Paper Kunsthalle, 2013, distribuito in Italia da Skira)
presenterà tutti i lavori esposti in mostra insieme ad alcune opere e libri
prediletti da Antoni Tàpies. I saggi saranno curati da Natasha Hébert-Tàpies
– saggio ispirato agli scritti dell’artista – e da Axel Vervoordt sullo “Sguardo
dell’artista”.