Un Cinquecento inquieto

PINACOTECA COMUNALE - PALAZZO SARCINELLI - dal 28/02/2014 al 08/06/2014

PINACOTECA COMUNALE - PALAZZO SARCINELLI

Via XX Settembre 132 Conegliano Italia
+39 0438413116
servizio.cultura@comune.conegliano.tv.it

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Generi: arte antica, collettiva

Autori: Palma il Vecchio, Cima da Conegliano, Paris Bordon, Francesco Beccaruzzi, Marco Basaiti, Ludovico Fiumicelli, Sebastiano Florigerio, Giovanni Antonio Pordenone, Francesco da Milano

Curatori: Giandomenico Romanelli, Giorgio Fossaluzza

Dipinti, pale d’altare, incisioni, sculture, medaglie, ceramiche, mappe, manoscritti, libri: una mostra che si sviluppa come un affascinante racconto nelle sale di Palazzo Sarcinelli e che si articola sull’intero territorio alla riscoperta di nuovi e suggestivi itinerari culturali tra la struggente dolcezza del paesaggio e il ricordo palpitante dell’avventura dell’eresia.La mostra, promossa dal Comune di Conegliano, vuole indagare, raccontare, testimoniare l’importanza del primo cinquecento coneglianese nella storia dell’arte italiana, svelare i suoi legami e le continue connessioni con i grandi protagonisti della storia del cinquecento della capitale e dei centri maggiori della Repubblica.
Conegliano nel Cinquecento vive un’eccezionale esperienza di cultura, è stato uno dei cuori più dinamici, del territorio veneto. La città con i suoi immediati dintorni, da Serravalle a Montello fino ad Asolo, per una serie di circostanze storiche e territoriali e per la sua ineguagliabile qualità ambientale e paesaggistica, è stata un centro di interessi culturali e testimonianze artistiche e letterarie di singolare ricchezza e interesse, luogo di incontri e convergenze dei protagonisti della storia dell’arte: da Cima a Pordenone, da Lotto a Tiziano.
Da un altro punto di vista, la presenza attiva anche culturalmente dei conti di Collalto, famiglia feudale imperiale, e del loro castello a Susegana, è una calamita e ragione di attrattiva per personalità del calibro di Aretino e di Monsignor Della Casa, con ulteriore estensione a Gaspara Stampa, oltre che a Elisabetta Querini, quindi al fior fiore dell’impegno letterario “al femminile”. Infine, ma non per minore importanza, attorno a Conegliano si registra un fiorire di presenze “riformate” ben incardinate nelle parrocchie, nei conventi e tra gli occasionali predicatori, che avrà un suo risvolto anche nell’ordine dei segni e dei simboli di una iconografia religiosa inquieta e talvolta di rottura.
Tra i pittori, oltre a Cima, Francesco Beccaruzzi, Marco Basaiti, Ludovico Fiumicelli, Sebastiano Florigerio, Paris Bordon, Giovanni Antonio Pordenone, Francesco da Milano, Giovanni Agostino da Lodi, Antonio Solario, Andrea Previtali, Palma il Vecchio, Giovanni e Bernardino da Asola, Girolamo Denti, Giampietro Silvio, Pomponio Amalteo, Riccardo Perucolo.

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