William Congdon – Pianura

CASA TESTORI - dal 10/10/2015 al 21/02/2016

CASA TESTORI

L.go Testori Novate Milanese Italia
+39 02552298370
info@casatestori.it

Info box

Generi: arte contemporanea, personale

Autori: William Congdon

Curatori: Davide Dall’Ombra, Francesco Gesti

Casa Testori dedica la grande mostra dell’autunno/inverno al pittore William Congdon (1912-1998): artista internazionale dell’Action Painting amato da Giovanni Testori.Casa Testori dedica la grande mostra dell’autunno/inverno al pittore William Congdon (1912-1998): artista internazionale dell’Action Painting amato da Giovanni Testori. Dalla New York degli amici Jackson Pollock e Mark Rothko, dopo aver viaggiato in tutto il mondo, Congdon decide di radicarsi a sud di Milano e dedicare la sua ultima produzione al ritratto intimo di campi coltivati, risaie e frutti di questa terra. Realizzata in collaborazione con The William Congdon Foundation, la mostra punta a indagare il ventennio lombardo del maestro americano. I circa 50 dipinti e i 20 pastelli selezionati descrivono una parabola di conoscenza sempre più intima e profonda del sud-ovest milanese, che costituisce l’apice del suo percorso.

Le stanze tematiche presentano i diversi nuclei intorno ai quali si articola la sua produzione: riemergono in una chiave nuova i nodi affrontati a fianco degli action painters, frutto di un’osservazione solo apparentemente stanziale.
Dopo le New York degli anni Quaranta, i Sahara e Santorini degli anni Cinquanta, la ricerca da spaziale si fa temporale. Protagoniste diventano la potenza della terra, delle sue trasformazioni e la mutabilità inesauribile del ciclo stagionale, delle colture e dei fenomeni atmosferici. È così che i campi sono chiamati per nome e il passaggio del tempo è fissato con la spatola tra i lunghi i solchi della pittura a olio.

Una sorta di quadreria immaginifica farà entrare il visitatore tra le visioni notturne del colore dei campi ubertosi, in una relazione intima, lirica, quando non mistica e simbolista, con la terra, l’orzo, la soia, il mais, i glicini, le violette… Congdon ha saputo tradurre nei colori e nella materia dei suoi dipinti la varietà delle colture e i ritmi stagionali della pianura che si estende a sud di Milano, un paesaggio da lui scrutato e amato. Non si tratta tuttavia di visioni idilliache, perché lo sguardo di Congdon lo porta a sconvolgere l’orizzonte sui campi, che da una disposizione lineare, muta in un disassamento dei piani, quasi a seguire le trasformazioni telluriche dell’origine.

Un tormento, anche materico, che si risolve e trova pace nelle straordinarie Nebbie che aprono la via ai monocromi, introducendo una profonda trasformazione nella percezione e rappresentazione dello spazio, del rapporto tra i suoi elementi strutturali (cielo, terra, orizzonte) secondo un’ottica sempre meno naturalistica.
Riemergono così le meditazioni sull’opera di Braque e De Staël, ma soprattutto, i confronti e dialoghi pittorici intessuti in presa diretta con la Scuola di New York di Betty Parson e Peggy Guggenheim e che hanno portato opere di Congdon nei più importanti musei di New York e alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.

I curatori, Francesco Gesti e Davide Dall’Ombra, hanno costruito un percorso espositivo di grande originalità, basato su una accuratissima e rigorosa selezione delle opere, tra le quali figurano molti inediti. La mostra si presenta quindi come un’installazione globale, dove nove stanze della casa di famiglia del grande scrittore lombardo (e profondo estimatore della pittura di Congdon), offriranno al visitatore altrettante tappe di un itinerario dello sguardo, di quel realismo visionario con cui il pittore ha cantato le “opere e i giorni” di una terra apparentemente anonima e muta.
La mostra si apre mentre è ancora in corso Expo 2015, cui si collega tematicamente, ed è accompagnata da interventi didattici ed educativi per tutta la sua durata.