Parma: Capitale Italiana della Cultura

La cultura batte il tempo

Parma nel 2020 e nel 2021 è Capitale Italiana della Cultura.

Parma 2020+21 ha iniziato il suo cammino l’11 gennaio 2020. Oggi non potremo più camminare in quindicimila verso la grande idea di una capitale italiana della cultura, ma ricordando il rumore dei passi di quei quindicimila, le loro voci e i loro canti, potremo capire che non dobbiamo rinunciare a quel tono, ma farlo crescere, di nuovo, dentro di noi. Farlo per convergere verso un desiderio di prossimità umana che torna ad essere ambizione culturale, un desiderio da riprogettare politicamente, da comunicare con responsabilità e da sostenere sviluppando un nuovo senso dell’individuo e di quella collettività cui tutti sentiamo di volerci, appena possibile, riunire.

MANIFESTO

Parma, come tutte le città, è un organismo vivente, che respira e si sviluppa lungo regimi di temporalità diversi. I diversi luoghi della città ce lo dimostrano ogni giorno e trasmettono in modo del tutto naturale questi diversi tempi a cittadini di ogni età e di ogni cultura: è quello che gli anglosassoni chiamerebbero “passive environmental exposure” e che innerva le nostre vite, dà loro profondità storica e sociale, senza che se ne abbia una piena e completa consapevolezza.

Esistono tante “Parma” ed ognuna di esse ha un posto preciso nel codice genetico di chi abita la città, ognuna di esse ha qualcosa da dire a chi viene da fuori, a chi studia in città, a chi vi trasferisce la sua vita, a chi la visita per un periodo più o meno lungo. La città romana e quella medievale, la Parma rinascimentale e quella barocca, la borbonica e l’illuminista, la rivoluzionaria e l’asburgica, la Parma contadina e la Parma imprenditrice, quella verdiana –dei sentimenti forti e nazionali del melodramma – e la Parma delle barricate, quella profonda delle tradizioni popolari, la Parma dell’Oltretorrente, e la Parma innovativa e tecnologica: tutte queste sono, insieme e contemporaneamente, la città nella quale viviamo. Uscendo per strada e camminando per qualche minuto, senza accorgercene attraversiamo tutti questi diversi tempi, penetrando un palinsesto di sentimenti e di visioni del mondo che prorompe silenziosamente da ogni strato temporale.

Gli eventi del Programma Ufficiale 2020+21

Il programma generale di Parma 2020+21 ha come nucleo fondante il Dossier di candidatura, dal quale si sono poi sviluppate una serie di azioni da parte di tutta la città e il territorio, sotto il comune denominatore "La cultura batte il tempo".
Il Programma generale della Capitale della Cultura è composto da

  • Il Dossier di candidatura e gli eventi speciali

Il progetto pilota e le officine contemporanee rappresentano il paradigma di Parma 2020+21 e, fondendo patrimonio, culture e creatività internazionali, si sviluppano tra mostre, installazioni, produzioni, laboratori, aperture straordinarie, convegni, musica e open call, tra antichi luoghi e distretti contemporanei. Danno forma all’idea e al progetto culturale di Parma, e battono il tempo del fare cultura e del fare futuro.

  • L’energia del territorio

Dalla Bassa all’Appennino, la “nazione Parma”, come la chiamava Attilio Bertolucci, sta sviluppando oltre 150 attività, che vedono la mobilitazione ed il coinvolgimento dei Comuni, della Provincia, delle Diocesi, delle imprese e delle associazioni, del loro valore culturale, paesistico ed eno-gastronomico.

  • Il programma dell’Università di Parma

Un vasto programma dedicato alla diffusione della conoscenza ed alla condivisione dei saperi, declinato nei due temi strategici “Cultura e innovazione” e “Cultura e democrazia”, che mette a disposizione della società nuovi percorsi scientifici e culturali, nuovi luoghi e modalità comunicative, finalizzati ad una effettiva partecipazione della comunità ai risultati della ricerca, nei quali si fondono i tempi della memoria e dell’invenzione.

  • Emilia 2020

Parma 2020+21 è una grande opportunità di promozione anche per l’area vasta turistica di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, le tre città parte di Destinazione Turistica Emilia e candidate al percorso di Capitale. Il programma Emilia 2020 nasce per mettere a sistema le opportunità culturali di queste realtà, potenziandone la visibilità e gli strumenti.

    Parma è una macchina del tempo dove passato, presente e futuro si declinano in una molteplicità di aspetti: arte, cucina, innovazione, bellezza e qualità della vita. 

    Nel documentario, sette personalità legate a Parma ci guidano alla scoperta di tutti gli aspetti che le sono valsi la nomina a Capitale italiana della cultura 2020, imprimendo a alla città emiliana un nuovo ritmo. 

    L’imprenditore Guido Barilla traccia un orizzonte di bellezza e innovazione che fa di questo terra la food valley mondiale; l’atleta paralimpica Giulia Ghiretti racconta la Parma del futuro: giovane e piena di cose da scoprire; lo chef Massimo Spigaroli mette al centro la tradizione e la relazione tra la città e il territorio che la circonda; lo storico dell’arte Carlo Arturo Quintavalle ci accompagna lungo i secoli attraverso i capolavori di Antelami, Correggio e Parmigianino, che collocano Parma in una dimensione internazionale. Una dimensione che esplode definitivamente grazie ai Farnese e soprattutto a Maria Luisa d’Austria, “Maria Luigia”, artefice del Teatro Regio, la cui storia e attività è raccontata dal direttore Anna Maria Meo. Parma è una sinfonia, luogo di teatro e di musica che dà i natali a Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini. La vocazione teatrale e narrativa della città è messa in luce dallo scrittore Paolo Nori che incarna una parmigianità radicata nel quotidiano e soprattutto nella lingua. Infatti, Parma è una città letteraria fin dai tempi del tipografo Giambattista Bodoni che nel Settecento inventa il carattere omonimo, ancora oggi tra i più usati al mondo. 

    Ma è Stendhal a consegnare Parma a una fama imperitura, scrivendo La certosa di Parma, uno dei romanzi più celebri della storia della letteratura. Da questo romanzo attinge il grande regista Bernardo Bertolucci per dare i nomi – Gina e Fabrizio – ai personaggi del suo film Prima della rivoluzione, la pellicola girata a Parma che rivela il talento eccezionale del cineasta parmigiano. Clare Peploe, regista e moglie di Bertolucci, racconta il rapporto di Bernardo con la città a cui è stato legato da un rapporto d’amore fatto di fughe e ritorni.  

    Tutto questo è Parma, una comunità operosa e creativa, un modo di vivere nella bellezza e per la bellezza. Il documentario ci guida nella città che è un contenitore sorprendente di visioni, sapori, tempi nuovi, sempre proiettati al futuro.