Un giorno per non dimenticare

27 Gennaio 2015

27 gennaio Giornata della Memoria

27 gennaio 1945: le truppe sovietiche dell’Armata Rossa entrano nel campo di concentramento di Auschwitz, dove scoprono pochi sopravvissuti e un orrore che il mondo non dimenticherà mai più. Proprio per ricordare le vittime dell’Olocausto, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di fare del 27 gennaio il Giorno della Memoria. A settant’anni da uno dei genocidi più spietati – e sistematici – della storia dell’umanità, anche Sky Arte HD rende omaggio alla memoria di vittime e difensori degli oppressi.

Alle 18:50, andrà in onda Hollywood e l’Olocausto, documentario che per la prima volta svela il complesso – e contraddittorio – atteggiamento del cinema hollywoodiano nei confronti della persecuzione messa in atto dal regime nazista in Europa.
Nel 1930, infatti, l’ascesa al potere di Hitler in Germania non fu affatto osteggiata dai magnati di fede ebraica, pur presenti nel celebre distretto cinematografico di Los Angeles. I più influenti membri della comunità preferirono chiudere un occhio, dando così adito a un negazionismo diffuso che si protrarrà negli ambienti cinematografici per molti anni a seguire.
Finché i sopravvissuti stessi non inizieranno a parlare degli orrori che invano hanno cercato di rimuovere dalla loro mente. Allora, la comunità artistica di Hollywood si leverà in risposta a questo accorato appello a raccontare, tenendo viva la memoria delle vittime attraverso l’arte.

Proprio un creatore, il regista Claude Lanzmann, spiegherà al pubblico di Sky Arte HD – in un’intervista esclusiva – il processo dietro la realizzazione del film L’ultimo degli ingiusti, a cui è appunto dedicato lo speciale di Extra Art in onda alle 23:05.

A seguire, alle 23:50 potremo assistere alla proiezione del film che Le Monde ha definito “fondamentale”, incentrato “sulla capacità dell’uomo di agire secondo la morale”.
Presentato agli ultimi festival di Cannes e Toronto, L’ultimo degli ingiusti racconta la storia vera di Benjamin Murmelstein, insigne rabbino viennese rinchiuso nel campo di concentramento di Theresienstadt… e costretto a organizzare la vita dei suoi fratelli deportati, per conto degli aguzzini. Che rapporti intercorsero tra il rabbino e Adolf Eichmann, l’organizzatore dello sterminio degli ebrei che Hannah Arendt ha messo al centro del suo famoso libro La banalità del male? Come fece Murmelstein a sopravvivere alle accuse di collaborazionismo, che inevitabilmente gli furono rivolte alla fine del conflitto? Le risposte a questi e molti altri interrogativi sono nel documentario firmato da Lanzmann, già autore di Shoah, caposaldo della filmografia dedicata al genocidio degli ebrei.

Seguite con noi sui social network le iniziative di questa giornata attraverso l’hashtag #GiornataDellaMemoria.

La curiosità – La genesi del documentario L’ultimo degli ingiusti risale alla primavera del lontano 1975, quando Claude Lanzmann riuscì finalmente a rintracciare il rabbino Murmelstein, in carne e ossa, su una terrazza di Roma.