A scuola di rock con prof. Knopfler

25 marzo 2013


Il plettro? Un accessorio inutile se a maneggiare la chitarra è Mark Knopfler, rivoluzionario innovatore dotato di una tecnica sopraffina. Un vero e proprio genio della sei corde, stupefacente autodidatta capace di imprimere un segno unico e irripetibile al modo di vivere e interpretare le potenzialità dello strumento. Il suo fingerpicking, tecnica musicale che prevede l’uso esclusivo delle dita, è linguaggio espressivo che ha saputo cambiare la storia del rock.

Giornalista e docente di letteratura prima che musicista: le diverse anime di Knopfler convivono nello straordinario Live at the Atrium, performance registrata nel 2009 all’Hurlingham Club di Londra. Atmosfera raccolta, pubblico selezionato e assorto: ogni pezzo viene introdotto da una piacevole chiacchierata informale; musica raccontata, spiegata, vissuta e condivisa. Una piccola lezione di puro rock.

In scaletta, immancabili, i brani con cui Knopfler ha infiammato le chart degli Anni Ottanta: l’ex leader dei Dire Straits propone con nuovi arrangiamenti i pezzi che hanno scritto il nome della band nell’Olimpo della musica. Si passa dalle romantiche sonorità di “Romeo & Juliet” al riff duro e puro di “Money For Nothing”; passando per “Brothers in Arms”, “Why Worry” e la trascinante “Sultans of Swing”.

A chiudere la serata la produzione più recente di una rockstar sui generis, lontana dagli eccessi dello show-business e abituata a far parlare esclusivamente la propria musica. Ecco, dunque, le coinvolgenti trame sonore di “Sailing to Philadelphia”, title-track dell’album che ha sancito il trionfo del Knopfler solista; ed ecco “Song for Sonny Liston”, intensa ballata dedicata al celebre campione di pugilato, eroe insieme a Frazer e Alì della più epica stagione della boxe.