A spasso con Suggs per le strade d’Italia

12 Agosto 2013


Nei camerini della Scala indossa i panni – in senso letterale! – di Luciano Pavarotti, prima di imbarcarsi nell’impresa di condurre una gondola per i canali di Venezia. Prende lezioni di cucina a Bologna e si addentra nelle cave di marmo di Carrara, poi punta verso sud: scorrazzando in Vespa per le strade di Roma e lasciandosi ammaliare dalle pregiate botteghe artigiane di Spaccanapoli. Un grand tour  d’autore per Graham McPherson, in arte Suggs, protagonista di un viaggio da sogno alla scoperta del Bel Paese.

Il cantante dei Madness, storica band ska inglese, ha da tempo un feeling particolare con l’Italia: è in Sicilia il suo buen retiro, la casa delle vacanze dove si rifugia per rifiatare tra una tournée e l’altra. Un luogo che diventa meta finale di un lungo viaggio per la penisola, alla scoperta di paesaggi e persone, voci e colori, suoni e sapori. Un’avventura da godere tutta d’un fiato ne La notte di Suggs, maratona che parte dalle sponde del Naviglio e si chiude nelle acque cristalline del Mediterraneo.

In mezzo le tante eccellenze che rendono l’Italia un paese straordinario: la moda e il design, la buona tavola e l’arte. Lo sguardo è quello del turista curioso ma rispettoso, attratto dalla possibilità di entrare in simbiosi con le città che visita, superando luoghi comuni e facili stereotipi. Al volante della sua rombante Mini, icona british per eccellenza, Suggs si spinge alla scoperta di tesori solo apparentemente nascosti, spesso obliati dalla frenesia della quotidianità.

Nel corso del viaggio non mancano gli incontri con i testimoni e i protagonisti della cultura italiana. Dal designer Alessandro Mendini a Vittorio Villa, erede della grande tradizione dei maestri liutai di Cremona; passando per il direttore della Collezione Guggenheim Philip Rylands e Fabio Guttuso, figlio del celeberrimo Renato. Grazie allo sguardo di Suggs, entusiasta osservatore esterno, l’Italia rivela agli stessi italiani caratteri di insospettabile meraviglia.

La curiosità – Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Tappe fisse per i viaggiatori ottocenteschi che si avventuravano in Italia per un’esperienza di vita che suggestionava i rampolli delle nobili famiglie e delle casate alto borghesi di mezza Europa. Il primo a usare la definizione di “grand tour” è però Richard Lassels, che nel 1670 pubblica la propria guida ai tesori della penisola.