A tutto jazz. Con Miles Davis

10 Giugno 2013


Sovverte ogni regola scritta, lasciando all’improvvisazione il compito di tessere trame che sappiano emozionare e conquistare. È istinto allo stato puro, musica che viene dall’anima e parla al cuore: è, in una parola, jazz. Sky Arte HD dedica a questo eccezionale linguaggio una serata speciale, incontrando vecchie glorie e più giovani interpreti di un genere da sempre ammantato di un fascino speciale.

La serata si apre con la prima puntata de Le leggende del jazz, la premiata serie con cui Ramsey Lewis, egli stesso pianista capace di sette dischi d’oro e tre Grammy Award, incontra i big del genere per discutere, capire e ascoltare insieme. Ogni episodio è dedicato ad un diverso strumento: si parte dalla voice calda della tromba con il veterano Clark Terry, già elemento della mitica orchestra di Duke Ellington, accompagnato dal pop di Chris Botti e dell’hard bop di Roy Hargrove.

Un genere musicale da club, il jazz, che si esalta in piccole sale fumose davanti a un pubblico di pochi appassionati? Un luogo comune smentito da uno dei più grani interpreti di sempre. La regia è firmata dal premio Oscar Murray Lerner, la location è quella del leggendario il festival dell’Isola di Wight; sul palco, per una sola canzone tirata fino a quasi 40 minuti, l’inimitabile Miles Davis. Seicentomila persone ipnotizzate dall’arte di un musicista semplicemente unico.

In Miles Davis Electric va in scena in versione integrale quella straordinaria esibizione, onirica cavalcata lungo i sentieri della musica. Ma non solo. Parterre decisamente intrigante quello radunato da Lerner per commentare e raccontare la portata di Davis, artista eclettico e inarrivabile: uno dopo l’altro ecco portare il proprio contributo Joni Mitchell e Carlos Santana; Chick Corea, Herbie Hancock e Keith Jarrett.

La curiosità – Il concerto all’Isola di Wight rientra nel cosiddetto periodo “elettrico” di Miles Davis, che tra 1968 e 1975 sperimenta nuove sonorità, anche grazie al contatto con musicisti della scena rock e funky del calibro di Sly & the Family Stone, Grateful Dead e – soprattutto – Jimi Hendrix. Proprio in questa sede si arriva a definire la possibilità di una collaborazione tra i due, dopo un primo tentativo fallito a causa di problemi contrattuali: la morte prematura di Hendrix stroncherà per sempre il sogno di quello che, con ogni probabilità, sarebbe stato un duetto leggendario.