A Venezia. Chez monsieur Pinault

6 Marzo 2013


François Pinault, tra i cinquanta uomini più ricchi del mondo, è il re dell’arte contemporanea. Alla sua corte, entrate con pezzi da museo in una collezione tra le più importanti per leggere il presente, figure come Jeff Koons, Charles Ray e Maurizio Cattelan. Il suo regno ha una capitale indiscussa: Venezia. Dove ha acquisito da tempo Palazzo Grassi; e dove ha commissionato all’archistar Tadao Ando il centro culturale di Punta della Dogana.

Uno spazio espositivo di grande suggestione, teatro per una nuova puntata di Potevo farlo anch’io, l’irriverente serie che mette a nudo il mondo del contemporaneo. Protagonista Alessandro Cattelan, vj e conduttore alle prese per la prima volta con l’arte; le sue domande sono quelle dell’uomo della strada, spesso disorientato da linguaggi che stravolgono il comune senso dell’estetica. Al punto da arrivare a dire che certe opere… può farle chiunque!

A confutare Cattelan ecco Francesco Bonami, tra i critici d’arte italiani più noti e apprezzati a livello internazionale; ideale Virgilio che accompagna un attonito Dante nelle pieghe delle ultime istanze del contemporaneo. Incontrando, a Punta della Dogana, il lavoro di Donald Judd, astrattista americano riconosciuto come uno dei padri del minimalismo internazionale. Autore delle celebri “scatole”, strutture apparentemente elementari. In realtà modelli di inarrivabile armonia.

In una curiosa e intrigante commistione tra i più diversi linguaggi della creatività, il duo Bonami – Cattelan incontra questa settimana i britannici Alt J, band simbolo della scena indie-rock. Cosa lega uno tra i gruppi emergenti della scena underground al panorama dell’arte più raffinata? Un videoclip. Con la band che, per accompagnare il lancio del tormentone “Tessellate”, sceglie di mettere in scena una versione fashion de “La Scuola di Atene” di Raffaello.