A Venezia, per la danza, suona la sveglia

24 Dicembre 2012


È tempo di uscire dal torpore dell’indolenza, dalla sensazione di disarmo e abbandono che i tempi in cui viviamo, certo non semplici, a volte trasmettono. È tempo di tornare all’azione, di lasciare che la forza della creatività scuota gli animi e i cuori della gente. È tempo di risvegli. Awakenings, nella traduzione inglese di un termine che è stato scelto come titolo e carattere distintivo dell’ottava edizione della Biennale Danza. Appuntamento seguito dalle telecamere di Sky Arte HD.

A Venezia sfila il meglio del balletto d’avanguardia: la regia del brasiliano Ismael Ivo, direttore di questa edizione, sa conciliare gli stili più diversi, presentati da interpreti dal carisma indiscutibile. Tra i protagonisti assoluti William Forsythe, considerato tra i più grandi coreografi in attività, figura capace di smontare la struttura tradizionale del balletto classico per riproporla in forma di teatro-danza, nell’abbraccio intrigante con l’arte visuale e le nuove tecnologie.

Sky Arte HD incontra una sorridente Sylvie Guillem, appena premiata con il Leone d’Oro: omaggio doveroso ad una carriera unica, cominciata sotto l’egida di Rudolf Nureyev che la vuole, nemmeno ventenne, nel suo “Il lago dei cigni”. Facendone la più giovane étoile nella storia dell’Opéra di Parigi. Uno stile dall’eleganza sopraffina quello della Guillem; una raffinatezza che si riscontra anche nelle struggenti coreografie di Virgilio Sieni, tra i grandi nomi di questa Biennale.

Non mancano, in Laguna, sguardi trasversali e fuori dagli schemi. Quelli estrosi di Wim Vandekeybus ed Erna Omarsdottir, estremi in un’estetica del movimento totalmente centrata sull’istintività e la dinamica; quelli eterei di Shobana Jeyasingh, meravigliosa nell’interpretare al meglio gli inediti spazi della Chiesa Anglicana di San Vio. Danze dal sapore mistico anche quelle di Koffi Koko, misteriose e affascinanti traduzioni contemporanee di antichi riti sciamanici.