Aida tra l’Austria e New York

5 Aprile 2013


Il Nilo si getta nelle placide acque del Lago di Costanza, sullo sfondo di una inedita New York. Un allestimento eccentrico e pirotecnico per una delle opere più amate di tutti i tempi: una versione che sa creare suggestioni imprevedibili, rinfrescando con coraggiosa modernità una partitura che è icona irrinunciabile del melodramma. Una Aida che si muove con destrezza tra passato e futuro, tradizione e rinnovamento. Acquisendo fascino ulteriore.

La cornice è quella del Festival di Bregenz, autorevole piazza per le più interessanti sperimentazioni nel campo della classica. Un contesto mozzafiato quello del lago: la scenografia si adagia direttamente sullo specchio dell’acqua, consentendo ai disegni luce di Wolfgang Göbbel stupefacenti iridescenze. Un’atmosfera di pura magia, esaltata da una ambientazione che trasporta l’azione dalla Valle del Nilo a New York; sostituendo il volto di una sfinge con quello elegante della Statua della Libertà.

Una brillante variazione sul tema di un’opera che la tradizione vuole solitamente rigorosissima: nei giorni in cui si celebra il bicentenario dalla nascita di Giuseppe Verdi, la modernità del genio di Busseto viene esaltata con didascalica meraviglia. Attualizzando il suo capolavoro più noto, svelando anche attraverso immagini ardite la sublime attualità di una pagina memorabile per la storia della musica.

Sul palco il timbro potente di Rubens Pellizzari, autorevole nel ruolo di Radames; ma le luci della ribalta sono naturalmente tutte per Aida, una splendida Tatiana Serjan. La soprano russa dimostra di essere tra le più superbe interpreti del repertorio verdiano in attività: il successo di Bregenz anticipa la sua magistrale prova nel Macbeth recentemente diretto da Riccardo Muti al Teatro dell’Opera di Roma. Dove è tornata solo poche settimane fa con “I due Foscari”.