Albert Camus, lo scrittore di tutti

6 Maggio 2014


Che cosa lega un prete bretone a un vecchio condannato a morte americano? Un attivista tedesco a un falegname canadese, un medico francese a un ritrattista giapponese, un fumettista di New York a un avvocato di Chicago, una danzatrice africana a un ballerino di tango argentino? Un dato unico e incontrovertibile: l’amore per una delle penne più felici del Novecento. Quella di Albert Camus, raccontato grazie alla voce dei suoi lettori in uno straordinario documentario.

Ci sono volti noti, come quello di Patti Smith, e perfetti sconosciuti: ma il senso di rispetto, affetto e familiarità è comune e totalmente condiviso. Con Albert Camus – Una vita, il regista Joël Calmettes riesce a costruire un ritratto a più voci, che celebra nel modo più sentito e efficace il grande scrittore francese in occasione del centesimo anniversario della sua nascita. Evocandone i successi più amati dal pubblico di tutto il mondo.

Una figura unica e inimitabile quella di Camus, attento interprete della propria contemporaneità; un uomo pienamente convinto della necessità, da parte degli intellettuali, di vivere in stretta connessione con la realtà e l’attualità, lontano dalle facili fughe nell’astrazione del mondo delle idee. Da qui la sua militanza politica, l’impegno sociale e – dunque – la sua capacità di parlare a chiunque. E al tempo stesso ascoltarlo.

Grazie alle voci dei suoi fan di oggi ripercorriamo insieme le pagine dei suoi affascinanti romanzi: il celeberrimo La peste  e La caduta , l’epocale L’uomo in rivolta  e Lo straniero . Fino a Il primo uomo , eccezionale romanzo postumo edito dopo il tragico incidente automobilistico che è costato la vita allo scrittore e al suo editore Michel Gallimard; un capolavoro trasposto sullo schermo, nel 2011, dal regista italiano Gianni Amelio.

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La curiosità – Pochi sanno della passione di Albert Camus per il calcio: il futuro scrittore si cimenta con discreto successo nel ruolo di portiere, difendendo i pali della rappresentativa juniores della sua università, come numero uno del Racing Universitaire d’Alger. Un’esperienza che, per sua stessa ammissione, sarà importante per la sua maturazione come uomo e dunque come scrittore.