Cinquecento anni di arte. Lungo il Tevere

10 Marzo 2015

Alberto Burri

Il 12 marzo 1915, Alberto Burri nasceva a Città di Castello. Esattamente a cento anni di distanza, Sky Arte HD torna sui luoghi natali dell’artista contemporaneo che ha rivoluzionato il modo di intendere la pittura e il suo supporto, a livello materiale innanzitutto e quindi estetico. In prima visione assoluta, giovedì 12 marzo alle 20:15 il nostro canale trasmetterà un inedito documentario diretto da Luca Severi, una sorta di percorso di storia dell’arte comparata. Protagonista non solo Burri, com’è doveroso in questo importante anniversario, ma anche Piero della Francesca.

Alberto Burri e Piero della Francesca. Le due rivoluzioni, così si intitola l’opera prodotta da Sky Arte HD e Zen Europe, con la partecipazione di Kinethica, Rivisitazione, Ibiscus Media. Il documentario abbraccia idealmente Rinascimento e arte contemporanea, indicando il legame che pure accomuna i due artisti nonostante cinque secoli ne separino i rispettivi percorsi.

A unire Burri e Piero, infatti, resta il radicamento culturale al territorio di quella Valtiberina, tra Umbria e Toscana, che li vede nascere entrambi. Piero della Francesca è infatti originario di Sansepolcro, situata nella stessa valle bagnata dal Tevere che ospita Città di Castello. Quella “Valle-museo”, come l’ha definita Riccardo Lorenzi, o quel “Genius Loci”, così chiamata da Bruno Corà, che è stata significativa per entrambi gli artisti.

A mettere in luce le affinità tra le due personalità, nel corso del documentario, saranno proprio studiosi e curatori del calibro dei succitati Lorenzi (ideatore della mostra Rivisitazioni. Burri incontra Piero della Francesca, da cui prende le mosse il regista Luca Severi), Corà (Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini-Collezione Burri), oltre ad artisti come Michelangelo Pistoletto, Bruno Ceccobelli e Jannis Kounellis.

La curiosità – Lo stesso Alberto Burri si è pronunciato a proposito del suo “collega” Piero. Da poeta delle arti visive qual è stato, diceva che le opere dell’artista rinascimentale erano come “una sinfonia che si può ascoltare tante volte ed è sempre diversa”.