Alice nel Paese del sogno

18 Giugno 2015

ALICE, regia di Jan Švankmajer

Sono numerose le trasposizioni del romanzo di Carroll per il grande schermo, ma l’Alice di Švankmajer resta probabilmente – anzi, senza alcun dubbio – il tributo più originale a questo immortale personaggio.
Senza tradire lo spirito del libro, il regista mescola animazione e riprese dal vero, trama e spunti autobiografici, per portare nel suo film – selezionato da Gianni Canova per l’immancabile appuntamento di RaroArte, in onda venerdì 19 giugno – la poesia dello sguardo infantile di Alice, la cui immaginazione è capace di dar vita a tutto un mondo di oggetti e creature fantastiche.

Něco z Alenky (letteralmente, “Qualcosa da Alice”) è il primo lungometraggio del grande cineasta ceco Jan Švankmajer, che in realtà aveva già lasciato ampiamente intendere di essere affascinato dall’opera di Carroll e dal suo universo onirico. Prima del film del 1987, infatti, il regista aveva già realizzato due cortometraggi che fanno da “prologo” all’opera prima in visione su Sky Arte HD.

Il motivo di tanta fascinazione da parte del regista è presto detto, anche se l’esito è tutt’altro che lineare: nel mondo onirico di Alice, Švankmajer riesce a proiettare il suo stesso immaginario. Paure ancestrali e desideri; il legame con oggetti e pupazzi che quando eravamo bambini erano così importanti, da farci pensare – e sperare – che fossero dotati anch’essi di vita: tutti i temi dell’infanzia dell’uomo sono evocati dal regista in un caleidoscopio di immagini visionarie.
Che ci incantano e atterriscono allo stesso tempo, permettendoci di tornare per una volta a quella sensazione tipica dell’età infantile in cui il mondo è ancora un posto nuovo, foriero di chissà quanti sbalorditivi colpi di scena.

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