Amy Winehouse. Una leggenda in concerto

15 Ottobre 2013


Meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente. Una delle strofe più amaramente note mai scritte da Neil Young, fatta propria dal tormentato Kurt Cobain, si sposa alla perfezione nell’inquadrare la parabola artistica e il percorso individuale di Amy Winehouse. Una figura difficile, caduta nelle spire della più buia autodistruzione; un’artista provocatoria, perennemente sotto gli occhi dei riflettori. Non solo per la qualità delle proprie performance.

Ma più che per gli eccessi e il gossip, più che per i toni di una cronaca che spazia tra le tinte del rosa e quelle del nero, Amy Winehouse merita di essere ricordata per la sua capacità di segnare in modo profondo il panorama musicale internazionale. È il 2007, ad appena 25 anni la cantante è già una stella di portata globale: un successo, il suo, certificato dalla conquista dei British Music Award come miglior interprete femminile. E dimostrato nel corso di un live da pelle d’oca.

La cornice è quella della Porchester Hall di Londra, in scaletta tutti i grandi successi prodotti nella sua breve ma fulgidissima carriera: una forza della natura, Amy Winehouse, che coinvolge il pubblico con tutta la sua trascinante e contagiosa energia. Dando vita a uno show letteralmente indimenticabile, impreziosito da sontuose versioni di cover d’autore: a partire dalla coloratissima Monkey Man  dei Maytals, pietra miliare del reggae vecchia maniera.
Il talento cristallino e indiscutibile di Amy Winehouse prorompe inarrestabile nei pezzi simbolo del suo repertorio, estratti dai due fortunatissimi album Frank  e Back to Black , quest’ultimo forte di cinque Grammy Award. Si passa Just friend  a Me and Mr. Jones , passando per la durissima Rehab , che affronta senza censure il dramma delle dipendenza. Fino alla chiosa, tragicamente significativa, affidata a You Know I’m No Good .

La curiosità – Il suo compleanno sarebbe caduto due mesi dopo quel fatidico 23 luglio 2011: la morte ha fatto sì che anche Amy Winehouse entrasse nel cosiddetto Club 27, macabra lista di star della musica e dello spettacolo decedute a 27 anni. Tra loro Jimi Hendrix, Jim Morrison e Janis Joplin; ma anche Jean-Michel Basquiat, Kurt Cobain e la prima basista delle Hole Kristen Paff. Fino a Rochard James Edwards, indimenticabile cantante dei Manic Street Preachers scomparso nel nulla il 1° febbraio 1995. E mai più ritrovato.