Anarchia e surrealismo. A teatro

13 Novembre 2014


Deve esserci qualcosa, nell’aria di Figueras, che induce a rompere gli schemi della realtà; a confondere in modo magnifico e stupefacente i piani del possibile e dell’assurdo: inventando narrazioni oniriche, filtri che mettono a nudo gli angoli più reconditi dell’anima. Viene dalla piccola città spagnola, la stessa dove nacque Salvador Dalì, una delle ospiti più attese del Romaeuropa Festival, battezzata – quasi fosse una predestinata – nella stessa chiesa frequentata dall’artista bambino.

Surreale? Certo: lo spettacolo che Angélica Liddell, nome tra i più interessanti del teatro europeo contemporaneo, porta a Roma è surreale. Lo è nel senso letterale del termine: perché va oltre il reale, affondando le radici nella percezione personale, nella sfera dell’emotività più intima, tra piccole e grandi perversioni private; diventando sogno – a tratti incubo – ad occhi aperti, inquieto come una sceneggiatura di David Lynch e al tempo stesso tenero, delicato, disperato.

Amore e follia si inseguono in una emozionante corsa a perdifiato in Tandy , nuovo spettacolo che debutta in Italia proprio all’interno della cornice del festival. Tratto dall’omonimo racconto di Sherwood Anderson, sfuggente e affascinante scrittore americano della prima metà del Novecento, racconta l’improbabile viaggio di formazione di una enigmatica orfanella, senza passato e senza futuro, alla struggente e disperata ricerca delle chiavi per interpretare il proprio destino.

La soffocante solitudine di Tandy si scioglie nell’incontro con una ridda di improbabili personaggi, a tratti buffi a volte drammatici. Sullo sfondo di una narrazione che mescola registri tra loro antitetici, passando da riottose atmosfere punk alla musica barocca di Claudio Monteverdi, sullo sfondo di ambientazioni che sono state accostate al Goya più onirico e oscuro. Quello del sonno della ragione, foriero di mostri…

La curiosità – Considerato lo scrittore più importante della sua generazione, mentore per personalità come Hemingway, Faulkner e Steinbeck, Sherwood Anderson morì a soli 64 anni per un banalissimo incidente. Inghiottendo inavvertitamente, durante un party a Panama, lo stuzzicadenti che teneva insieme una tartina.