Animazione digitale. Dal videogioco al corto

6 Febbraio 2015

Basmati - Emilia - animazione

Una precisa scelta metodologica accomuna i lavori di Igor Imhoff e del collettivo Basmati, non a caso riuniti in un’unica puntata della serie Animania, il programma di Sky Arte HD che ci porta negli studi dei migliori animatori italiani alla scoperta di un mestiere fatto di pazienza… e magia. L’appuntamento di stasera vede al centro dell’episodio lo straordinario connubio tra espressività artistica e l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Igor Imhoff, nato a San Giovanni Rotondo nel 1976, vanta proprio un passato come sviluppatore informatico. Programmatore di videogiochi, per la precisione. Lo ritroviamo poi in veste di docente di animazione, presso la Scuola Internazionale di Comics a Padova, e di grafica 3D allo IED – Istituto Europeo di Design – di Venezia.

Tra queste due voci – così differenti – del suo curriculum, il passaggio di Igor dall’industria dell’entertainment all’animazione d’autore. Si è portato dietro il suo incredibile bagaglio tecnico, mescolando la modellazione digitale in 3D con tecniche pittoriche tradizionali in lavori di grandissima suggestione.
Critica e pubblico di certo approvano il suo personalissimo stile. Prova ne siano i numerosi riconoscimenti – nazionali e internazionali – e le tante mostre che hanno posto in primo piano le sue sperimentazioni video.

Basmati è invece un nome che identifica più di una mente creativa, trattandosi di un collettivo i cui membri sono tutti votati alla creazione di immagini sperimentali, anche – ma non soltanto – attraverso lo sviluppo di nuove tecniche di animazione. Anche in questo caso, come per Igor, la lunga tradizione “analogica” degli studi di animazione non viene affatto accantonata, quanto invece messa a confronto con l’universo digitale alla ricerca di nuove, inedite spinte creative.

La curiosità – Sperimentale per vocazione, Basmati è un progetto di ricerca che – partendo dall’animazione – si estende fino a toccare altre discipline artistiche, quali installazioni e performance, oltre a organizzare workshop per gli addetti ai lavori. Un programma impegnativo, soprattutto considerando che il collettivo è più propriamente… un duo, composto da Audrey Coianiz e Saul Saguatti.